La possibile riapertura del bar, il potenziamento dell’illuminazione e nuovi interventi per contrastare il degrado. Il futuro del parco Novi Sad torna al centro del dibattito in Consiglio comunale a Modena, dove Fratelli d’Italia critica l’Amministrazione per le condizioni dell’area e per i ritardi nell’attuazione degli interventi di riqualificazione. Elisa Rossini, Ferdinando Pulitanò e Dario Franco chiedono un cambio di passo, richiamando le proposte avanzate dalle opposizioni e le problematiche di sicurezza che continuano a interessare il parco.
La discussione è nata da un’interrogazione del consigliere del Pd Alberto Bignardi, trasformata in interpellanza, sulla gestione, lo stato di abbandono e la sicurezza del bar del Novi Sad. Rispondendo in Aula, l’assessore al Commercio Paolo Zanca ha annunciato che il Comune ha recentemente ricevuto una manifestazione di interesse da parte di un privato disponibile a investire nella struttura. L’obiettivo è favorire, insieme al concessionario Modena Parcheggi, la riqualificazione dell’immobile e l’avvio di una nuova attività, considerata un presidio sociale importante per la frequentazione dell’area.
Le spiegazioni dell’Amministrazione non convincono però Fratelli d’Italia. Elisa Rossini ha denunciato il permanere di una situazione di degrado, ricordando le difficoltà incontrate da alcune iniziative pensate per rilanciare il parco, come la ruota panoramica, e criticando la bocciatura delle proposte presentate dalle minoranze.
«Il Novi Sad è un centro di degrado che fatichiamo a superare perché abbandonato per tanto tempo», ha dichiarato la vicecapogruppo di FdI, richiamando anche le criticità legate alla gestione dei parcheggi e al ruolo di Modena Parcheggi, che a suo giudizio fatica a dare concreta attuazione agli impegni assunti per l’intera area.
Rossini ha inoltre ricordato la proposta di intitolare il parco a Luciano Pavarotti, avanzata dalle opposizioni e non accolta, come possibile occasione per restituire identità e attrattività a uno spazio che continua a presentare problemi di vivibilità.
Sulla stessa linea il consigliere regionale e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò, che ha richiamato gli impegni già assunti dal Consiglio comunale. Circa un anno e mezzo fa, ha ricordato, era stata approvata una mozione contenente indicazioni precise per il rilancio del Novi Sad e di altre aree critiche della città.
Secondo Pulitanò, la proposta di intitolazione a Pavarotti non rappresentava soltanto un omaggio al tenore modenese, ma intendeva riportare l’attenzione sulle condizioni del parco e sulla necessità di un progetto di riqualificazione. Il consigliere ha ricordato anche i gravi episodi verificatisi negli ultimi anni, tra omicidi e risse, sostenendo che la situazione della sicurezza non abbia registrato cambiamenti sostanziali.
Nel dibattito è intervenuto anche Dario Franco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che ha richiamato la recente morte di Roberto, il 59enne trovato senza vita nei pressi del bar del Novi Sad. Una vicenda definita da Franco una sconfitta collettiva della politica, dell’Amministrazione e della società, incapaci di garantire un adeguato sostegno a una persona che, dopo essere uscita dal carcere, aveva intrapreso un percorso di reinserimento.
Franco ha quindi invitato a una riflessione più ampia sulle fragilità sociali presenti in città, tornando anche sulla proposta di dedicare il parco a Pavarotti. L’idea, ha spiegato, avrebbe potuto accompagnarsi alla realizzazione di una statua del maestro e al ritorno del Pavarotti & Friends, trasformando l’intitolazione in un progetto di valorizzazione culturale. Il consigliere ha infine espresso l’auspicio che il bar del Novi Sad non finisca per seguire il destino del Caffè Concerto.
Sul piano amministrativo, Zanca ha ricostruito le vicende che hanno portato alla prolungata chiusura dell’esercizio. Il bar rientra nella concessione affidata dal Comune a Modena Parcheggi ed era stato inizialmente gestito da FAM Cafè srl. Nel giugno 2023 la società aveva ceduto il ramo d’azienda a Tutto srl, che avrebbe dovuto sottoscrivere un nuovo contratto con il concessionario. L’accordo, tuttavia, non è mai stato formalizzato.
Nel febbraio 2024 Modena Parcheggi ha comunicato la risoluzione del precedente contratto, chiedendo la restituzione dei locali. Il mancato rilascio ha reso necessario un procedimento giudiziario, conclusosi nell’aprile 2025 con una sentenza del Tribunale di Modena che ha accertato l’assenza di titolo per l’utilizzo dell’immobile da parte di Tutto srl.
Per quasi due anni, dunque, la struttura è rimasta occupata senza titolo, impedendo al concessionario di procedere a un nuovo affidamento. Dopo il recupero dell’immobile, i tentativi di individuare un altro gestore non hanno avuto successo. Nel frattempo, il bar è stato interessato da atti vandalici e tentativi di effrazione che hanno richiesto interventi di messa in sicurezza.
L’Amministrazione punta ora sulla manifestazione di interesse ricevuta da un privato per arrivare alla riapertura. «Vogliamo lavorare con il concessionario per ottenere il prima possibile la riqualificazione dell’immobile e l’inizio di una nuova attività, che riteniamo fondamentale come presidio nel parco», ha spiegato Zanca.
Parallelamente è previsto il potenziamento dell’illuminazione pubblica. Il piano presentato nel giugno 2026 dal gestore Edison individua il Novi Sad tra le aree prioritarie, con interventi lungo il perimetro, nei percorsi interni e nella zona della tribuna. Il parco è stato inoltre inserito nell’Hub urbano del Centro storico, una scelta che potrà favorire l’accesso a finanziamenti regionali, nazionali ed europei per la valorizzazione dell’area.
Nel confronto consiliare sono intervenuti anche diversi esponenti della maggioranza. Laura Ferrari (Avs) ha riconosciuto i miglioramenti registrati negli ultimi anni, sottolineando l’importanza della riapertura del bar per aumentare la frequentazione e la percezione di sicurezza. Lucia Connola (Pd) ha ribadito il ruolo delle attività commerciali come presidi sociali, mentre Stefano Manicardi ha invitato a moltiplicare le iniziative in collaborazione con associazioni e Terzo settore, affiancandole a un rafforzamento dei controlli.
Luca Barbari (Pd) ha richiamato la vicenda di Roberto, sottolineando le difficoltà incontrate dall’uomo nel trovare una casa e una rete di sostegno dopo l’uscita dal carcere, nonostante il percorso avviato con il Teatro dei Venti.
Critiche sono arrivate anche da altre forze politiche. Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha ricordato il percorso di confronto con i cittadini annunciato dal sindaco, lamentando l’assenza di risultati concreti dopo dieci mesi. Paolo Ballestrazzi (Pri-Azione-Sl) ha invece evidenziato come la riapertura di un esercizio commerciale, da sola, non possa risolvere problemi complessi di sicurezza e disagio sociale.
In sede di replica, Bignardi ha accolto positivamente la manifestazione di interesse per il bar e gli interventi annunciati sull’illuminazione, chiedendo però aggiornamenti precisi sulle tempistiche.
L’assessore Zanca ha concluso ribadendo che la riqualificazione del Novi Sad richiederà interventi progressivi e una presenza continuativa di attività e iniziative. «Fondamentale è avere un presidio aperto 365 giorni all’anno», ha sottolineato, indicando nella riapertura del bar uno dei primi obiettivi.
Resta aperto il confronto politico sulle condizioni del parco, con Fratelli d’Italia che chiede di passare dagli annunci agli interventi concreti, richiamando gli impegni già approvati dal Consiglio comunale e la necessità di affrontare le criticità legate alla sicurezza, al degrado e alla gestione degli spazi pubblici.

