La conservazione dei documenti e dei materiali legati a Ludovico Antonio Muratori è stata al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò, discussa nella seduta del Consiglio comunale di Modena di lunedì 19 ottobre. L’iniziativa ha portato l’Amministrazione a riferire sugli esiti di un sopralluogo effettuato nei locali di via Morandi, dove è custodita parte della documentazione utilizzata dal Centro Studi Muratoriani.
Pulitanò ha chiesto chiarimenti sulle condizioni di conservazione dei materiali, dopo le criticità segnalate dalla stampa, domandando se il Comune fosse a conoscenza della situazione e se gli ambienti utilizzati fossero adeguati alla custodia e alla consultazione dei documenti. Il consigliere ha inoltre sollecitato informazioni sulle ragioni dell’attuale collocazione, sull’eventuale esistenza di un piano di riordino, restauro e ricollocazione e sulle risorse che l’Amministrazione intende destinare alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio muratoriano.
A rispondere è stato l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, che ha illustrato gli esiti del sopralluogo effettuato con la partecipazione della dirigente del servizio Valentina Galloni, della direttrice delle Biblioteche Debora Dameri e di Loretta Giovanelli del coordinamento Biblioteche. Presenti anche il professor Fabio Marri, presidente del Centro Studi Muratoriani, e i rappresentanti della Deputazione di Storia Patria per le antiche provincie modenesi, Alberto Menziani e Michelino Sorbi.
Dalle verifiche è emerso che nei locali di via Morandi non sono conservati cimeli o documenti sottoposti a tutela direttamente riconducibili a Muratori. È stato invece individuato un faldone contenente opuscoli e documenti provenienti dalla Miscellanea Sorbelli, per il quale è stata suggerita una possibile ricollocazione presso la Deputazione di Storia Patria.
Il deposito ospita prevalentemente materiali di studio e ricerca raccolti nel corso delle attività del Centro Studi Muratoriani, tra cui copie dei volumi dell’Edizione nazionale del carteggio, fotocopie e trascrizioni di lettere e altra documentazione utilizzata per il lavoro scientifico. Bortolamasi ha precisato che non si tratta quindi di una situazione di abbandono di beni culturali tutelati, pur riconoscendo il valore documentario dei materiali e l’importanza delle attività svolte dal Centro Studi.
L’assessore ha spiegato che l’attuale sistemazione deriva da esigenze logistiche legate alla restituzione alla Confraternita di San Sebastiano dell’ex appartamento del custode dell’Aedes Muratoriana, precedentemente utilizzato come deposito. La Deputazione di Storia Patria ha quindi messo temporaneamente a disposizione alcuni locali di via Morandi, dove si trovano anche periodici moderni trasferiti dalla propria biblioteca dopo il terremoto del 2012.
Il sopralluogo ha comunque evidenziato alcuni aspetti da approfondire riguardo agli spazi e alle modalità di conservazione. Per questo l’Amministrazione intende confrontarsi con i servizi tecnici comunali per valutare eventuali miglioramenti, compatibilmente con le caratteristiche dei locali e le risorse disponibili.
È stata inoltre manifestata la disponibilità a effettuare un nuovo sopralluogo all’Aedes Muratoriana, con l’obiettivo di verificare gli spazi e approfondire le possibili iniziative di valorizzazione della figura e dell’opera dello storico modenese.
Bortolamasi ha ribadito l’interesse del Comune per il patrimonio muratoriano e la volontà di favorire il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti. Ha tuttavia precisato che, allo stato attuale, non è possibile assumere impegni specifici sul piano logistico o finanziario, poiché eventuali interventi dovranno essere valutati in relazione alle competenze, alla fattibilità e alle risorse disponibili.
In sede di replica, Pulitanò si è dichiarato soltanto parzialmente soddisfatto della risposta, sostenendo che il Comune potrebbe fare di più per tutelare e valorizzare il patrimonio artistico, culturale e storico della città.
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha allargato la riflessione anche ad altre questioni legate alla memoria storica modenese, richiamando in particolare la proposta di istituire un nuovo Museo del Risorgimento, già approvata in passato dal Consiglio comunale ma, secondo quanto evidenziato da Pulitanò, rimasta senza attuazione.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, l’Amministrazione dovrebbe assumere un ruolo più attivo nel sostenere le associazioni e le realtà impegnate nella conservazione e nella valorizzazione della storia cittadina, accompagnando il loro lavoro con un maggiore impegno amministrativo e con iniziative concrete.
La questione del patrimonio muratoriano resta dunque aperta, con la possibilità di ulteriori verifiche sugli spazi e sulle condizioni di conservazione, mentre Pulitanò sollecita una maggiore attenzione da parte del Comune verso le testimonianze storiche e culturali di Modena.

