“A Modena spostarsi costa sempre di più”. A commentare con queste parole la scelta della Giunta comunale modenese di affidare in gestione il parcheggio multipiano e quello a raso nella zona dietro la stazione, introducendo la sosta a pagamento anche in aree finora gratuite non sono dei “pericolosi fascisti”, ma Rifondazione Comunista. “Una decisione – osservano i comunisti in un comunicato stampa – che si aggiunge all’aumento del biglietto ordinario del bus, passato dal 1° agosto da 1,50 a 2 euro, con un rincaro del 33%”.
“Due scelte che aumentano il costo degli spostamenti quotidiani per chi lavora, studia e deve raggiungere la stazione. Non condividiamo questa decisione e il metodo con cui è stata assunta: provvedimenti che incidono concretamente sulla vita di pendolari e cittadini sono calati dall’alto senza un confronto con chi quei servizi li utilizza ogni giorno e con il quartiere Sacca, sul quale rischia di scaricarsi la pressione della ricerca di parcheggi gratuiti da parte di chi non vorrà o non potrà pagare la sosta”, afferma Rivoluzione Comunista che più avanti spiega la propria posizione.
“In un momento in cui contrastare il cambiamento climatico richiede di ridurre le emissioni e incentivare il trasporto pubblico, rendere più costosi gli spostamenti rischia di produrre l’effetto opposto, scoraggiando l’uso dei mezzi collettivi e penalizzando chi non ha alternative. La Giunta giustifica la riorganizzazione dei parcheggi con la necessità di garantire una maggiore rotazione dei posti, ma non è accettabile che a pagare il prezzo di questa scelta siano proprio i pendolari che utilizzano il treno, contribuendo a una mobilità più sostenibile”, dichiara il partito nella nota. E quindi il cortocircuito piddino a parole favorevole alla lotta al cambiamento climatico e contrario nelle azioni è servito.
Poi, Rifondazione Comunista lancia un appello: “Chiediamo alla Giunta di aprire un confronto pubblico sulle politiche della mobilità, coinvolgendo pendolari, organizzazioni sindacali e cittadini, di rivedere questa decisione e mantenere gratuita la sosta almeno per i pendolari che utilizzano regolarmente il treno e per i dipendenti della Casa della Comunità”.
“Di fronte al carovita e alla crisi climatica servono politiche che rendano la mobilità sostenibile accessibile a tutti, non nuove spese che pesano sulle famiglie e su chi ogni giorno si sposta per lavorare e studiare”, concludono i comunisti.
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