22 Ott 2026, Gio

Digitale e intelligenza artificiale, a Modena imprese in crescita ma mancano le competenze

Nel panorama dell’artigianato digitale e dell’adozione dell’intelligenza artificiale, la provincia di Modena mostra un tessuto imprenditoriale dinamico ma fortemente condizionato dalla sfida del reperimento di competenze specializzate, come emerge dai dati della recente indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato.

La provincia di Modena conta 1.424 imprese che offrono servizi digitali alla fine del primo trimestre 2026, di cui 235 artigiane, pari al 16,5%. Negli ultimi 5 anni la crescita delle imprese del settore è stata significativa e a doppia cifra, pari a un +24,3%. Notevole anche l’incremento del 5,1% dell’artigianato del settore, a maggior ragione se si considera che l’artigianato totale sta affrontando una contrazione significativa nello stesso periodo, pari al -7,5%. L’incidenza delle imprese artigiane digitali sul totale dell’artigianato locale si attesta all’1,3% a Modena, superando la media nazionale e contribuendo al solido dato regionale dell’Emilia-Romagna pari all’1,5%, che la posiziona al secondo posto dopo il Friuli-Venezia Giulia. Il settore, inoltre, dà impiego nella provincia di Modena a 4.719 addetti di cui 403 nell’artigianato. Ciò nonostante, le aziende del territorio affrontano un collo di bottiglia critico legato alla ricerca del personale: nel 2025, per integrare le nuove tecnologie nei processi, le imprese modenesi hanno espresso una domanda di 7.600 figure con competenze digitali avanzate, scontrandosi però con una difficoltà di reperimento del 54,2%. Tra le nuove tecnologie rientra pure l’Intelligenza Artificiale, sempre più diffusa anche tra le piccole imprese. Nel 2025 a livello nazionale, il 14,2% delle piccole imprese utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, segnando un significativo incremento rispetto al 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023. Tra le imprese che utilizzano IA, le tecnologie più comuni riguardano l’estrazione di conoscenza e informazione da documenti di testo, l’IA generativa relativa sia al linguaggio scritto o parlato che a immagini, video, suoni e audio e la conversione della lingua parlata in formati leggibili da dispositivi informatici attraverso tecnologie di riconoscimento vocale. Seguono l’IA per l’analisi dei dati con tecniche di machine learning, per il riconoscimento delle immagini e l’automatizzazione dei flussi di lavoro e per il movimento fisico delle macchine.

«La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’attività quotidiana delle nostre imprese – afferma Daniele Mazzini, presidente di Lapam Confartigianato –. La carenza di capitale umano, però, rischia di frenare gli investimenti di un ecosistema locale che sta comprendendo il potenziale della rivoluzione in atto. Questo dimostra come la vera transizione tecnologica non passi soltanto dall’aggiornamento delle infrastrutture, ma soprattutto dalla formazione e dalla capacità di attrarre talenti qualificati in grado di governare le nuove tecnologie. Si tratta di una sfida che va affrontata con soluzioni concrete, a partire da un coinvolgimento sempre più forte delle scuole nella sensibilizzazione di studentesse e studenti. Proprio per questo il tema sarà al centro di uno dei gruppi di lavoro del prossimo Convegno Imprenditori, l’appuntamento che organizziamo insieme alla nostra base associativa per approfondire il tema e individuare il percorso da seguire nei prossimi anni».

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