22 Ott 2026, Gio

Tanti mondi, tante anime e un unico filo logico: questo è “Amuri Luci”, lo spettacolo portato in scena da Carmen Consoli che ieri sera ha fatto tappa al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena. Diviso in due parti dall’intervallo e da un netto cambio di scena (e di abito), il concerto ha mantenuto sempre la linea dell’impegno musicale e sociale dell’artista.

Nella prima parte Carmen Consoli ha eseguito senza sosta tutti i brani del suo ultimo album “Amuri Luci”, interrotta solo da alcune parti parlate con il suo viso ingrandito e proiettato su un telo che ha poi ospitato anche altri artisti con cui la Consoli ha idealmente duettato a distanza, fisica e temporale, ovvero Mahmood, Jovanotti e il tenore Leonardo Sgroi.

Nonostante le tante lingue utilizzate e le diverse sonorità dei brani, a fungere da faro è stata la vocalità incredibile di Carmen Consoli, un modo di cantare unico e una voce che non si può sentire dalla cassa toracica di nessun altro al mondo per la sua particolarità. Lei al centro della scena, supportata da musicisti di alto livello che hanno semplicemente accompagnato la cantante nel viaggio pensato per questa storia che parla di fusione di popoli, di uguaglianza, di guerra e tanto altro.

A fare da cornice, varie immagini proiettate sullo sfondo e anche sui palchi del teatro, oltre ad effetti di luci provenienti direttamente dal palco per dare ancora più effetto al messaggio trasmesso. Proiettati anche i volti dei tre “ospiti”, protagonisti di altrettanti duetti garbati e molto azzeccati.

Dopo la pausa Carmen Consoli toglie il vestito bianco lungo che richiama i vestiti tradizionali della sua terra e indossa gonna nera, camicia scura e stivali alti coi tacchi: esce ora una sfaccettatura più rock, la sua, ma sempre accompagnata dalle sonorità siciliane dei suoi brani più iconici, eseguiti magistralmente, che hanno riscosso pieno successo.

Oltre due ore di spettacolo e applausi scroscianti per Carmen Consoli che ha saputo emozionare, far ridere e far cantare (sottovoce) tutto il teatro per chiudere con una canzone di esattamente 30 anni fa, una delle più famose, “Amore di plastica”, non prima di aver concesso anche “Narciso”, “L’ultimo bacio” e tanto altro ancora al pubblico entusiasta.

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