Carpi – Si è svolto a Carpi lo scorso 24 gennaio, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, l’incontro dal titolo “Amici per la pace”, dedicato a due figure emblematiche del Novecento italiano: Odoardo Focherini e Quirino Bezzi. Giornalisti, intellettuali, uomini di profonda statura civile e morale che furono uniti da un’amicizia intensa e feconda, capace di tradursi in scelte coraggiose e in un impegno concreto per la libertà e la dignità umana.
L’’incontro, promosso dall’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Carpi, in collaborazione con il Centro Studi Val di Sole, con il patrocinio dell’Azione Cattolica di Carpi, della FISC e dell’UCSI Emilia-Romagna ha rappresentato un’occasione di approfondimento storico e di riflessione attuale sul ruolo del giornalismo e della comunicazione come strumenti di responsabilità, testimonianza e pace.
Al centro dell’incontro il racconto di un’amicizia che affonda le proprie radici nella passione condivisa per la montagna, il giornalismo e la cultura. È da questi ideali comuni che nacquero progetti concreti, come quello della chiesetta sul Monte Vioz – la più alta d’Europa – e soprattutto un impegno rischioso e generoso a favore dei perseguitati, in particolare degli ebrei e dei militari in fuga dai lager nazisti.
Durante l’incontro anche la relazione di Udalrico Fantelli, storico e autore del volume “…e come Patria una Valle… Vita e opere di Quirino Bezzi”, che ha ricostruito con rigore documentale e attenzione alle testimonianze la figura di Bezzi, restituendone la complessità umana e culturale. A seguire, Marcello Liboni, presidente del Centro Studi Val di Sole, ha sottolineato il valore dell’impegno civico e culturale di Bezzi per lo sviluppo e l’identità della Val di Sole.
Un contributo è arrivato anche da Maria Peri che ha approfondito il legame tra Odoardo Focherini, la moglie Maria Marchesi e Quirino Bezzi nella dimensione più intima.
A chiudere il pomeriggio, il dialogo con il giornalista Nelson Bova, della redazione del TG3 Emilia-Romagna, già regista di un docufilm su Odoardo Focherini realizzato nel 2007, che ha offerto uno sguardo professionale non solo sulla figura del Beato carpigiano, ma anche sul concetto, tanto caro a Papa Leone, di “parole disarmate”.
In apertura dei lavori è giunto, seppur a distanza, il saluto del direttore del settimanale Vita Trentina, Diego Andreatta, impossibilitato a partecipare, ma pienamente in sintonia con l’obiettivo di valorizzare due figure così significative per la storia del Trentino. Per la Chiesa trentina era presente don Enrico Pret, parroco dell’unità pastorale dell’Alta Val di Sole, dove si trova la parrocchia di Celentino, località da cui emigrarono gli avi di Focherini.
Don Pret ha poi presieduto la Santa Messa in Cattedrale, celebrata nella festa di San Francesco di Sales e nel ricordo di Odoardo Focherini, sostando in preghiera davanti al nuovo altare che accoglie la reliquia del Beato: la sua fede nuziale, segno eloquente di una vita donata fino in fondo.
A portare il saluto della Diocesi di Carpi sono intervenuti il vicario generale mons. Gildo Manicardi, mentre per la Fondazione Fossoli è intervenuta la presidente Manuela Ghizzoni.
Il racconto della speciale amicizia tra Focherini e Bezzi, pur lontana nel tempo, ha dato carne e verità alle parole di Leone XIV nel messaggio per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, diffuso proprio il 24 gennaio, dal titolo “Custodire voci e volti umani”.

