22 Ott 2026, Gio

Sessantatremila euro per 14 raffrescatori: davvero questa è la soluzione per i nidi di Modena?

Alla fine il Comune di Modena ha deciso: oltre 63 mila euro per acquistare 14 raffrescatori mobili da destinare agli asili nido che resteranno aperti durante l’estate. Una scelta che viene presentata come una risposta concreta all’emergenza caldo, ma che lascia aperta una domanda semplice: è davvero questo il modo migliore di spendere i soldi dei cittadini?

Nessuno mette in discussione la necessità di intervenire. Anzi. Bambini e lavoratori hanno il diritto di trascorrere le giornate in ambienti freschi e sicuri, soprattutto in estati che anno dopo anno registrano temperature sempre più elevate. Proprio per questo sorprende che si sia scelto di investire una cifra così importante in una soluzione che nasce già come temporanea.

Sessantatremila euro non sono bruscolini. Parliamo di oltre 4.500 euro per ogni raffrescatore. Una cifra che inevitabilmente fa riflettere, soprattutto se si considera che questi dispositivi non sono veri impianti di climatizzazione, ma strumenti pensati per attenuare il disagio, non per eliminarlo.

La sensazione è quella di assistere all’ennesima corsa contro il tempo. Il problema del caldo nei nidi non è nato ieri e non è una sorpresa. Da anni si parla di cambiamenti climatici, di ondate di calore sempre più frequenti e della necessità di adeguare gli edifici pubblici. Eppure si arriva a giugno con una soluzione d’emergenza acquistata in fretta, mentre gli interventi strutturali restano ancora sullo sfondo.

Il punto non è essere contrari ai raffrescatori. Se possono aiutare a rendere più sopportabili le prossime settimane, ben vengano. Il vero problema è che rischiano di diventare il simbolo di una politica che preferisce mettere una pezza piuttosto che risolvere definitivamente le questioni.

Perché il rischio è evidente: oggi si spendono 63 mila euro per i raffrescatori, domani si dovranno comunque trovare le risorse per installare sistemi di condizionamento moderni ed efficienti. In altre parole, si paga due volte per affrontare lo stesso problema.

In una città che ambisce a programmare il proprio futuro, ci si sarebbe aspettati una scelta diversa: investire subito in impianti permanenti, capaci di garantire benessere per molti anni e di valorizzare il patrimonio pubblico. Una spesa certamente più impegnativa all’inizio, ma anche molto più razionale nel lungo periodo.

I bambini dei nidi meritano qualcosa di più di una soluzione provvisoria. Meritano strutture adeguate alle sfide del presente e del futuro. E i cittadini hanno il diritto di chiedersi se spendere oltre 63 mila euro per 14 raffrescatori mobili sia davvero la risposta migliore o semplicemente l’ennesimo intervento tampone destinato a essere dimenticato non appena arriverà la prossima estate.

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