Gv 3, 16-18
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: Poiché Dio tanto amò il mondo da dare il Figlio unigenito, affinché chiunque crede in lui non si perda, ma abbia vita eterna. Dio, infatti, inviò il Figlio nel mondo, non per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato attraverso di lui. Chi crede in lui non è giudicato, chi invece non crede è già stato giudicato, poiché non ha creduto nel nome dell’Unigenito Figlio di Dio.
Il Vangelo di oggi si inserisce nel contesto più ampio del capitolo tre del Vangelo di Giovanni ed è collocato al centro del capitolo. Nei primi versetti Gesù incontra Nicodemo, uomo buono di cuore, molto anziano d’età, fariseo e dottore della Legge che difese Gesù quando i farisei volevano farlo arrestare e dopo aiutò Giuseppe d’ Arimatea a deporre il suo corpo nel sepolcro. Questo incontro avviene di sera che è poi la rappresentazione della sua anzianità ed interroga Gesù sul significato della rinascita dall’alto; profondo conoscitore delle scritture non riesce a capire, si sente smarrito, confuso, non trovando nulla a supporto di queste parole. Questo accade perché la Legge, i precetti e le prescrizioni di per sé stesse non ti fanno rinascere. Nell’ultima parte del capitolo vediamo che Giovanni invece capisce perché non è chiuso nelle maglie della Legge e dei doveri e quindi può aprirsi a qualcosa di nuovo, a quell’innalzamento di cui ci parla il Vangelo di oggi. Giovanni il Battista ha capito, riconoscendo la figura di Gesù, il grande amore del Padre per noi e che ci testimonia innalzandoci con lui nel momento in cui capiamo anche noi e crediamo. Rinasciamo e viviamo veramente solo quando ci sentiamo amati, liberi di vivere senza il timore del giudizio, in comunione col Padre e con i fratelli. La nostra salvezza e il senso della fede cristiana è proprio credere in questo amore così profondo, libero dall’essere giudicati. Invece siamo noi che giudichiamo nel momento in cui decidiamo di visitare o respingere, accogliere o rifiutare chi è nudo, carcerato, povero, forestiero, malato, sofferente. “Ogni volta che lo avete fatto a questi, lo avete fatto a me”. Alla fin fine vediamo che siamo noi gli unici giudici della storia, non Lui.
Mt 11, 28-30
“Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”.
Buon Cammino.

