Mt 5, 1-12 a
Viste le folle, Gesù salì sulla montagna e, sedutosi, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Aperta allora la bocca, li ammaestrava dicendo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Siete beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Gioite e danzate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Per Papa Francesco le beatitudini sono la carta d’identità del Cristiano. In mezzo a quelle folle che Gesù guarda dalla montagna siamo presenti anche noi. Ciascuno di noi lo guarda e lo ascolta perché sa che la sua testimonianza è vera e colma di amore e misericordia. È lampada per i nostri passi, luce sul nostro cammino, roccia della nostra salvezza. Le beatitudini non sono cose da fare, un dovere da compiere ma un ritratto di Dio e del volto di Gesù che è poi il volto di ciascun uomo. La Parola che ascoltiamo aiuta ad essere come Lui, ci trasforma e ci guarisce come guarisce le persone che incontra nei dieci miracoli che seguono questo Vangelo. Ma cosa significa essere beato? Significa vivere una condizione di grazia, una condizione di crescita sulla strada di Dio. Coloro che progrediscono in queste cose sono felici e di conseguenza beati. Sono quindi una strada verso la gioia e verso l’essenzialità. Possiamo anche dire che le Beatitudini nascono da una profonda osservazione del tessuto sociale del tempo in cui Gesù viveva, in verità non diverso dal nostro nella sostanza, quindi i pescatori, le donne, i contadini, i vignaioli e poi i malati sia fisici che psichici tutto questo in relazione alla comprensione di Dio e della sua volontà, una messa in pratica delle Scritture. In poche parole, Gesù ci invita ad andare avanti, a non lasciarci appesantire da fardelli senza senso nonostante i dolori e le fatiche quando ci sentiamo ingiustamente perseguitati e nella sofferenza. Cerchiamo di essere misericordiosi verso i nostri fratelli, di essere miti e non prevaricatori, cerchiamo di essere davvero beati qui e ora.
Salmo 35, 10-13
“È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce. Concedi la tua grazia a chi ti conosce, la tua giustizia ai retti di cuore. Non mi raggiunga il piede dei superbi, non mi disperda la mano degli empi. Ecco, sono caduti i malfattori, abbattuti non possono rialzarsi”.
Salmo 92, 15-16
“Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi, per annunciare quanto è retto il Signore, mia roccia: in lui non c’è ingiustizia”.
Buon Cammino.

