Mc 11, 27-33
E vengono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre cammina nel tempio vengono da lui i sommi sacerdoti e gli scribi e gli anziani, e gli dicevano: Con quale potere fai queste cose? O chi ti ha dato questo potere per fare queste cose? Ma Gesù disse loro: Vi domanderò una sola parola, e rispondetemi; e io vi dirò con quale potere faccio queste cose. Il battesimo di Giovanni era dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi! E ragionavano fra loro dicendo: Se diciamo: Dal cielo, dirà: Perché allora non gli avete creduto? Ma diremo: Dagli uomini? Temevano la folla, poiché tutti ritenevano che Giovanni era davvero un profeta. E, rispondendo a Gesù, dicono: Non sappiamo! E Gesù dice loro: Neppure io vi dico con quale potere faccio queste cose.
Terminato il periodo Pasquale siamo tornati al tempo ordinario cioè il tempo della predicazione di Gesù il cui unico scopo era di spiegarci chi è il Padre, la relazione che ha con noi e di conseguenza quale deve essere la nostra con i nostri fratelli. Questa è la Buona Novella che ha portato a ciascuno di noi testimoniandola fino in fondo con la morte di croce. Il centro del Vangelo di oggi è il potere nelle sue diverse forme. Ben rappresentate dall’incontro di Gesù con i sommi sacerdoti, gli scribi e i farisei e gli anziani. Come nella chiesa cattolica esiste un solo Papa così ai tempi di Gesù c’era un solo sommo sacerdote nel caso specifico Caifa che restò in questo ruolo per più di cinquant’anni piazzando nei ruoli chiave i figli, i nipoti, i generi, i suoi devoti. Viene usato il plurale perché alla fine tutti dipendevano da lui. Questo era il potere politico/religioso. Poi troviamo gli scribi e i farisei che rappresentano il potere “culturale” quello che oggi potrebbe essere rappresentato dal giornalismo, dalla televisione, dagli opinionisti. Una certa parte di loro piegava e adattava la Parola di Dio ad uso dei loro sodali per compiacerli e giustificarli certo non disdegnando l’illecito arricchimento “guai a voi…ipocriti… perché divorate le case delle vedove”. In ultimo gli anziani, quelli che detenevano il potere economico e quello finanziario ben poco propensi a veder toccate le loro ricchezze. Rileviamo come questa realtà sia lo specchio fedele del divenire storico del potere e più che mai attuale in questo nostro tempo. Li osserviamo affrontare Gesù tutti insieme, funzionali gli uni agli altri nel mantenere e accrescere i loro privilegi a qualunque costo. Vale per i grandi poteri come anche in quelli piccoli che possono riguardare ciascuno di noi. Nel chiedergli circa Giovanni il Battista che predicava la conversione, Gesù li destabilizza perché convertirsi significa mettersi seriamente in discussione per cambiare, per porsi delle domande, destrutturare le proprie radicate convinzioni, aprirsi al dialogo per confrontarsi, questo è il vero potere. Questo è il motivo del rancore che i poteri del tempo hanno sempre avuto nei confronti di Gesù per cui l’autorità è amore e servizio del prossimo, avere a cuore i deboli, tutti coloro che non hanno voce, i sofferenti. E noi? Siamo disposti davanti a questo messaggio di amore e fraternità a mettere in discussione i nostri convincimenti, le durezze del nostro cuore?
Mt 20, 16
“Così quelli che sono gli ultimi saranno i primi e quelli che sono i primi saranno gli ultimi”.
Gv 13, 14-15
“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”.
Buon cammino.

