30 Ott 2026, Ven

Sia chiaro: siamo in un Paese democratico e, pertanto, in cui si è liberi. Liberi di festeggiare (o meno) in piazza quello che ci pare con la bandiera che ci pare.

Tuttavia è inevitabile notare come il 25 aprile le bandiere italiane nelle piazze, ogni anno, siano sempre meno mentre abbondano quelle di partiti, di altre nazioni e quelle arcobaleno.

“Raccolgaci un’unica bandiera”, recita un emozionante passaggio del nostro Inno nazionale sconosciuto ai più perché in una delle strofe che non si cantano prima delle partite. Eppure le piazze che, diciamolo onestamente, oggi erano composte per la maggior parte da elettori di sinistra, erano colme di bandiere che non univano un popolo.

La motivazione? La bandiera italiana in queste manifestazioni non è più attuale. Le piazze di stamattina volevano comunicarci che oggi la resistenza si fa in Ucraina o in Palestina e che la resistenza italiana è ormai roba da libri di storia. Insomma, da ricordare, da tramandare, ma acqua passata.

D’altra parte non ci sembra di essere sotto un regime dittatoriale. E forse una volta all’anno se lo ricorda pure chi in Parlamento oggi è in minoranza.

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