15 Ott 2026, Gio

Modena, sicurezza. Un agente ferito, un attentato, numeri inequivocabili, ma Mezzetti esulta per essere la ventesima città per la criminalità

Un agente ferito, un attentato, numeri inequivocabili e il sindaco di Modena Massimo Mezzetti esulta per essere la ventesima città per la criminalità. Sembra assurdo e lo è. Il problema è che è tutto vero.

Nel giro di poche ore Mezzetti ha rilanciato ben due volte la sua “filosofia delle tre R: responsabilità, riparazione, rieducazione”.

La prima volta lo ha fatto per esprimere la “massima solidarietà ai nostri agenti della Polizia Locale” e la propria “vicinanza all’agente rimasto ferito mentre era impegnato nei controlli serali nel centro storico”.

Un episodio che il primo cittadino definisce “grave e inaccettabile, che conferma quanto sia importante la presenza quotidiana della Polizia Locale a tutela della sicurezza dei cittadini e che ci mette ancora una volta di fronte al problema della devianza giovanile e di comportamenti violenti, in questo caso anche reiterati”.

Poco più avanti, però, parte già lo scaricabarile: “Torno a sollecitare una riflessione politica nazionale che vada oltre la risposta, tanto semplice quanto insufficiente, del solo inasprimento delle pene. La sicurezza richiede fermezza, certezza delle conseguenze e capacità di intervenire tempestivamente, soprattutto quando si tratta di minori”. Il tutto prima di citare la formulina magica delle tre “R” di cui non si capisce perché vada così tanto fiero, considerando che Modena (che, teoricamente, dovrebbe amministrare) nella classifica relativa all’indice della criminalità stilata dal il Sole 24 Ore è scesa di soli tre posti.

Mezzetti, però, è fiero del proprio operato. “Questa posizione nella classifica conferma gli sforzi che stiamo mettendo in atto all’interno del Comitato per l’ordine pubblico coordinato dal Prefetto”.

“Ugualmente – prosegue Mezzetti – il dato dell’incidenza delle denunce dei minori ci racconta che è corretto concentrare più controlli e anche risorse – ad esempio con l’istituzione degli school tutor – su questa fascia d’età”.

E poi, nuovamente, riparte con il ritornello della “filosofia delle tre R” che, secondo il sindaco, “troverebbe per me valida concretizzazione in un utilizzo pragmatico di pene alternative per i ragazzi, per metterli a confronto con la realtà della vita di tutti i giorni e dare loro modo di riabilitarsi di fronte alla comunità”.

Barcaiuolo (FdI): “Il Governo sta facendo la propria parte. Il Comune faccia la propria”

Sempre in materia di sicurezza, proprio in queste ore, è stato emesso un comunicato con le dichiarazioni di Michele Barcaiuolo, il senatore modenese di Fratelli d’Italia capogruppo del partito in commissione Esteri e Difesa.

“I dati pubblici parlano chiaro: mentre il Governo Meloni ha scelto di investire sulla sicurezza e di rafforzare concretamente gli strumenti a disposizione delle Forze dell’ordine, a Modena cresce il numero delle persone arrestate. Ora anche il Comune deve fare la propria parte”, dichiara Barcaiuolo commentando i dati pubblici relativi agli arresti effettuati dalle Forze di polizia sul territorio provinciale.

Nel 2023 gli arresti sono stati 932, saliti a 1.037 nel 2024 e a 1.146 nel 2025: in due anni si registra quindi un aumento di circa il 23%. Nei primi otto mesi del 2026 sono già stati effettuati 638 arresti.

Particolarmente significativo il dato relativo alla cittadinanza: gli stranieri arrestati sono passati da 476 nel 2023 a 532 nel 2024 e a 688 nel 2025, con un incremento di oltre il 44% in due anni. Nel 2025 gli stranieri hanno rappresentato circa il 60% del totale degli arrestati. Nei primi otto mesi del 2026 gli stranieri arrestati sono già 289.

Anche le nazionalità maggiormente rappresentate restituiscono un quadro significativo: nel periodo 2023-31 agosto 2026 risultano 488 arrestati di cittadinanza marocchina, 461 tunisina e 344 albanese. Per gli albanesi, in particolare, si passa dai 58 arrestati del 2023 ai 175 del 2025.

Barcaiuolo sottolinea anche il lavoro che Governo in questi anni ha fatto “per restituire strumenti e uomini alle Forze dell’ordine”.

“Dal 2023 il Governo ha infatti proseguito nel rafforzamento degli organici delle Forze di polizia: nel gennaio 2026 il Ministero dell’Interno ha comunicato che, con i 3.500 nuovi poliziotti in servizio, erano complessivamente 42.500 gli operatori delle Forze di polizia assunti dall’inizio del mandato del Governo. Tra questi, 153 sono stati destinati alla Polizia ferroviaria e 110 alla Polmetro, mentre 507 alla Polizia stradale. A questo si sono aggiunti il rafforzamento dei dispositivi di controllo del territorio e le operazioni interforze ad “Alto Impatto”, con una presenza più capillare nelle aree maggiormente interessate da fenomeni di criminalità e degrado. È una strategia che il Viminale continua ad applicare anche nel 2026, attraverso servizi straordinari e unità di rinforzo”.

Poi il piano normativo: “il Governo è intervenuto inoltre con il decreto Caivano, introducendo e rafforzando strumenti di prevenzione e contrasto della criminalità, tra cui il Daspo urbano e l’ammonimento del Questore”, oltre al decreto legge del 24 febbraio 2026

“Di fronte a questo quadro – commenta Barcaiuolo – il Governo sta facendo la propria parte. Gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine stanno facendo la loro, come dimostrano questi dati. È però necessario che anche le amministrazioni locali facciano fino in fondo ciò che compete loro: sicurezza urbana, illuminazione, videosorveglianza, presidio delle aree più problematiche e collaborazione concreta con le Forze dell’ordine. Non basta chiedere più agenti allo Stato: bisogna utilizzare tutti gli strumenti che un Comune ha a disposizione per rendere più sicura una città”.

“I numeri sugli arresti dimostrano che, quando lo Stato rafforza la propria presenza e mette le Forze dell’ordine nelle condizioni di operare, la capacità di contrastare la criminalità aumenta. A Modena serve ora anche un cambio di passo da parte dell’amministrazione comunale”, conclude il senatore di FdI.

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