Sulle dichiarazioni del PD sul tema della montagna sono intervenuti i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò: “E’ una polemica montata ad arte dalla sinistra, e in particolare dal Partito Democratico che non ha alcun titolo per impartire lezioni sulla montagna. I fatti parlano chiaro: per anni questi territori sono stati dimenticati e sottofinanziati, utilizzati come slogan solo in campagna elettorale. Fino al 2021 il Fondo per la montagna disponeva di risorse irrisorie. Con questo Governo si è finalmente cambiato passo: 100 milioni nel 2022 e 200 milioni dal 2023. Mai prima d’ora erano state stanziate risorse di questa portata per i territori montani. Questo è un dato oggettivo, non un’opinione”, hanno detto i due consiglieri regionali.
“Chi oggi protesta, come l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, quando aveva responsabilità di governo non ha prodotto risultati concreti per la montagna. A fine mandato si è limitato a presentare un disegno di legge alle Camere, delegando al Governo l’intervento: un atto tardivo, più politico che sostanziale”, ha commentato Arletti.
“Il provvedimento proposto dal Ministro Calderoli va invece nella direzione giusta: tutelare la montagna vera, escludendo quei comuni che montani non erano ma che per anni hanno assorbito risorse ingenti. È inaccettabile che città come Bologna o Roma siano state considerate comuni montani, sottraendo fondi a chi vive quotidianamente disagi legati all’altitudine, alla distanza dai servizi e ai maggiori costi di gestione”, ha aggiunto il consigliere regionale.
“I criteri adottati, definiti con il contributo di comuni e province, introducono finalmente elementi di razionalità e giustizia. È vero che alcuni comuni dell’Appennino restano esclusi e su questo Fratelli d’Italia non si volta dall’altra parte: riteniamo infatti che alcune peculiarità territoriali meritino comunque attenzione. Per questo ci siamo impegnati a migliorare i criteri e, parallelamente, a garantire altri canali di finanziamento, a partire da quelli destinati alle aree interne”, ha dichiarato Pulitanò.
“Ricordiamo inoltre che circa il 50% delle risorse del FOSMIT può essere gestito direttamente dalle Regioni, come previsto dalla Legge sulla Montagna. È su questo terreno che sfidiamo il Partito Democratico che governa l’Emilia-Romagna: meno polemiche e più scelte concrete sulla gestione dei fondi che riceverà. Le risorse per i comuni montani devono andare ai comuni montani. È un principio di buon senso, non propaganda”, ha concluso Pulitanò.

