Il mantenimento delle fermate dell’Alta Velocità a Modena torna al centro del dibattito politico. Con l’entrata in vigore dei nuovi orari ferroviari, prevista per metà dicembre, potrebbe infatti ripresentarsi il rischio di una riduzione dei collegamenti diretti, già scongiurata lo scorso anno grazie alla mobilitazione delle istituzioni e delle forze politiche del territorio.
Il tema è stato affrontato durante il Consiglio comunale di lunedì 12 ottobre, in seguito alle interrogazioni presentate da Giovanni Silingardi (M5s) e dai consiglieri del Pd Alberto Bignardi, Gianluca Fanti e Stefano Manicardi, relative alla possibile soppressione della fermata modenese del Frecciarossa 9330 Roma-Milano.
Nel dibattito è intervenuto Ferdinando Pulitanò, consigliere di Fratelli d’Italia, che ha ribadito l’importanza di salvaguardare il collegamento diretto tra Modena e Roma, richiamando però l’attenzione anche sulle altre criticità infrastrutturali del territorio.
In particolare, Pulitanò ha contestato la mancanza di progressi sul prolungamento dei treni regionali fino alla stazione Mediopadana di Reggio Emilia, nonostante il Consiglio comunale avesse già approvato una mozione in questa direzione. Una questione ancora irrisolta che, secondo il consigliere, limita le possibilità di collegamento dei modenesi con la rete dell’Alta Velocità.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha inoltre sottolineato la necessità di considerare le esigenze del sistema produttivo modenese, evidenziando come lo sviluppo del trasporto ferroviario debba procedere insieme al miglioramento delle infrastrutture stradali. Tra le opere ancora attese ha richiamato la Campogalliano-Sassuolo, ritenuta strategica per la mobilità e per le attività economiche del territorio.
Pulitanò è intervenuto anche sulla proposta di trasformare la linea Modena-Sassuolo in una metropolitana di superficie, ricordando che l’Agenzia per la mobilità aMo aveva già predisposto uno specifico studio di fattibilità. Un progetto, dunque, già oggetto di approfondimenti tecnici e che potrebbe essere ripreso nell’ambito di una pianificazione complessiva dei collegamenti provinciali.
Rispondendo alle interrogazioni, l’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni ha spiegato che il Comune non era stato preventivamente informato della possibile eliminazione delle fermate del Frecciarossa 9330 a Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, prospettata in occasione del precedente cambio d’orario.
La decisione era stata valutata da Trenitalia sulla base del numero di passeggeri nelle diverse stazioni e della possibilità di utilizzare la linea Alta Velocità tra Bologna e Milano, con fermata alla Mediopadana. La società aveva chiarito che i Frecciarossa sono servizi a mercato, privi di contributi pubblici e sostenuti economicamente dalla vendita dei biglietti.
La soppressione era stata successivamente evitata anche grazie all’intervento delle istituzioni e delle forze politiche locali. Guerzoni ha tuttavia avvertito che la stessa situazione potrebbe ripresentarsi con i nuovi orari invernali.
L’assessore ha ribadito che la valutazione dei collegamenti ferroviari non può dipendere esclusivamente dalla redditività delle singole corse, ma deve tenere conto anche delle necessità di una città come Modena, della sua rilevanza economica e del ruolo della stazione centrale nella rete nazionale.
L’Amministrazione intende quindi mantenere aperto il confronto con Regione, Governo e operatori ferroviari per evitare una riduzione dei servizi, considerati fondamentali per cittadini, imprese e turismo.
Nel corso del dibattito, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha ricordato il contributo del proprio gruppo e delle interlocuzioni con il Ministero per scongiurare la soppressione delle fermate. Ha inoltre invitato i cittadini a utilizzare maggiormente il treno, sottolineando come il numero dei passeggeri incida sulle scelte commerciali di Trenitalia. Il consigliere ha criticato anche l’impostazione del sistema regionale dei trasporti, giudicata eccessivamente concentrata su Bologna, e richiamato i disagi legati ai cantieri ferroviari, ai sabotaggi e alla presenza di persone sui binari.
Gianluca Fanti (Pd) ha sostenuto la necessità di investire nel potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, indicando tra le priorità una navetta frequente tra Modena e la Mediopadana, il rafforzamento dello scalo merci di Marzaglia e la modernizzazione della linea Modena-Sassuolo. Ha inoltre richiamato l’importanza dei collegamenti con la Bassa modenese, dell’elettrificazione della rete e della digitalizzazione della logistica.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha accolto positivamente il mantenimento delle fermate, sollecitando però interventi per rendere più capillare ed efficiente la rete ferroviaria locale e ridurre il traffico su gomma. Ha inoltre evidenziato le carenze della stazione modenese, soprattutto in materia di accessibilità.
Nelle repliche, Giovanni Silingardi (M5s) ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto grazie all’impegno trasversale delle forze politiche, invitando a mantenere alta l’attenzione sulle future decisioni di Trenitalia. Ha inoltre sottolineato la funzione pubblica del trasporto ferroviario e rilanciato il tema dei collegamenti con la Mediopadana e delle possibili fermate di treni internazionali.
Alberto Bignardi (Pd) ha evidenziato l’importanza del collegamento diretto con Roma per chi viaggia per lavoro, studio o esigenze personali, chiedendo un confronto costante con Trenitalia in vista delle prossime modifiche agli orari.
In conclusione, Guerzoni ha assicurato che il Comune continuerà a vigilare sul mantenimento delle fermate modenesi, ribadendo la necessità di maggiori investimenti pubblici e di una strategia condivisa per rafforzare il sistema ferroviario. L’obiettivo è tutelare i collegamenti esistenti e migliorare l’accessibilità del territorio, senza subordinare le esigenze della mobilità esclusivamente alle logiche commerciali.

