“Recuperati circa 90 mila euro sui complessivi 585 mila euro dell’ammanco. Così ha chiarito l’amministratore unico di Amo nel corso dell’assemblea dei soci convocata per l’approvazione del nuovo Statuto. Dei 90 mila euro 20 mila sono stati recuperati dalla ex dipendente, 70 mila euro sarebbero entrati nelle casse della società in conseguenza degli accordi transattivi conclusi con gli ex amministratori, mentre per 400 mila euro complessivi si prospettano contenziosi con gli ex direttori generali. Ricordiamo che l’assemblea dei soci del 16 febbraio 2026 ha deliberato la rinuncia all’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori unici di nomina politica a fronte di un accordo transattivo che prevede la corresponsione della somma di 11 mila euro a carico dell’ex amministratore Burzacchini e 58.422,50 euro a carico dell’ex amministratore Reggianini. Quest’ultimo, stando a quanto indicato nel verbale di assemblea, verserà tale somma in 60 rate mensili infruttifere. Probabilmente l’amministratore unico le considera già versate anche se così non è”, così Elisa Rossini vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale
“Appare chiaro come il recupero della parte più consistente della somma è subordinata all’esito delle azioni di responsabilità che verranno intraprese nei confronti dei direttori generali per le quali si prospettano – come chiarito dallo stesso amministratore unico – tempi indefiniti il che significa che gli ex direttori non hanno al momento nessuna intenzione di versare spontaneamente le somme. Sarebbe opportuno che il Comune di Modena al quale la Corte dei Conti nel luglio 2025 ha prescritto di porre in essere in quanto socio tutte le azioni dirette a tutelare il patrimonio pubblico si informasse e informasse il Consiglio comunale dello stato dei contenziosi, se sono stati o meno già avviati. Ricordiamo che dal febbraio 2026 – quando l’assemblea ha deliberato l’azione di responsabilità verso gli ex direttori e rinunciato a quella verso gli ex amministratori – sono passati mesi e non possiamo accontentarci di sentirci dire dall’amministratore unico che le azioni di responsabilità avranno tempi indefiniti. Dobbiamo capire se le cause sono iniziate e se è già stata fissata un’udienza. Di fronte ad una chiara determinazione della Corte dei Conti è preciso dovere del Comune di Modena acquisire queste informazioni”, continua Rossini
“Resta il grande interrogativo che abbiamo posto sin dai primi momenti successivi all’assemblea del febbraio 2026: perché rinunciare in modo così immediato all’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori? E’ lo stesso Andrea Bosi ad affermare che sono stati adottati modelli organizzativi e di controllo finalizzati ad evitare che non si verifichino altri fatti quali quelli che hanno portato all’ammanco e ciò significa che prima chi doveva controllare e adottare tali modelli non lo ha fatto e se non lo ha fatto è responsabile dell’intero ammanco a causa degli omessi controlli. Purtroppo la rinuncia all’azione di responsabilità deliberata nel febbraio 2026 preclude ogni possibilità di accertamento delle responsabilità e allontana il recupero integrale delle somme sottratte con conseguente inevitabile danno per il patrimonio pubblico”, afferma ancora Rossini
“Infine come abbiamo ribadito in tutte le sedi in cui si è discusso del nuovo Statuto della società ci chiediamo come sia possibile pensare ad una proroga della durata fino al 2050 quando la società si trova ancora a vivere una situazione di revisione di tutta la propria struttura che si è mostrata totalmente inadeguata”, conclude Rossini
Assemblea dei soci Amo, Rossini (FdI): «Confermati il mancato recupero di oltre 400 mila euro e l’assenza, all’epoca dei fatti, dei modelli organizzativi di controllo»

