15 Ott 2026, Gio

Commento al Vangelo di sabato 3 ottobre 2026

Lc 10, 17-24

Ora ritornarono i settanta[due] con gioia dicendo: Signore, anche i demoni sono sottomessi a noi nel tuo nome! Ora disse loro: Contemplavo il Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco: ho dato a voi il potere di calpestare su serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; e proprio nulla vi nuocerà! Tuttavia, non gioite di questo, che gli spiriti vi si sottomettono; gioite invece che i vostri nomi sono scritti nei cieli! In quella stessa ora esultò nello Spirito santo e disse: Esalto te, Padre, Signore del cielo e della terra, perché nascondesti queste cose a sapienti e prudenti e rivelasti proprio queste a infanti. Sì, Padre, perché così piacque a te! Tutto a me fu consegnato dal Padre mio e nessuno conosce chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelare. E, voltosi verso i discepoli, in privato disse: Beati quegli occhi che guardano ciò che voi guardate. Dico infatti a voi: molti profeti e re vollero vedere ciò che voi guardate e non videro, e udire ciò che voi udite e non udirono!

La missione e la gioia sono i temi su cui Gesù ritorna ancora una volta. I discepoli tornano con gioia dalla missione che gli era stata affidata contenti di aver scacciato i demoni. Sicuramente una bella cosa ma ciò che fa esultare e danzare il cuore di Gesù oltre a quello dei discepoli ed al compiacimento del Padre e quindi il nostro, non è questo. La vera gioia è l’essere andati verso i fratelli perché facendo questo ci riconosciamo figli e quindi riconosciamo il Padre che lo è di tutti. Questo ci dice che facendo questo i nostri nomi, in senso stretto e letterale, sono scritti nei cieli, sono scritti nel suo Nome. Ci viene restituita la nostra umanità piena, veniamo restituiti a noi stessi. Ascoltando la Parola noi siamo la gioia di Dio perché questo ascolto porta sempre frutto. Diceva Sant’ Ignazio da Loyola che la gioia è la firma di Dio, amare sapendo di essere sempre amati dal Padre. Viene invece negata ai furbi, a coloro che indirizzano la loro vita a fregare gli altri, a fare del profitto la loro regola di vita, a sfruttare gli altri per i propri interessi piccoli o grandi che siano, a quelli che hanno la convinzione di essere sempre migliori o superiori alle altre persone. Condivido quando viene detto che il Cristianesimo non è una religione perché le religioni sono una somma di obblighi, precetti, doveri, premi e punizioni che generano spesso solo sensi di colpa, avviluppati dall’impossibilità di essere salvati in base a quanto li rispettiamo. Gli stessi dieci comandamenti nella traduzione ebraica vengono detti “parole”, “discorsi”, “cose dette” da Dio per il nostro bene e non vengono definiti come ordini o comandi. Il Cristianesimo si fonda su quello che ci ha trasmesso Gesù e per il quale è morto in Croce cioè che Dio è Padre o, meglio ancora, il nostro papà (Abbà), noi siamo suoi figli e dimostriamo il nostro amore per Lui amando i nostri fratelli. Altro non c’è.

Salmo 67. 2-3

“Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra le genti”.

Buon cammino.

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