Lc 11, 27-28
Ora avvenne: mentre egli diceva questo, alzando la voce una donna della folla gli disse: Beato il grembo che ti portò e le mammelle che succhiasti! Ora egli disse: Beati anzi quanti ascoltano la parola di Dio e (la) custodiscono!
Il breve Vangelo di oggi ci parla dello Spirito che è presente in ciascuno di noi, del suo discernimento e dell’importanza dell’ascolto della Parola. Abbiamo visto nei precedenti commenti come lo Spirito sia la misericordia del Padre verso tutti gli uomini. Lo stesso Spirito che è vita, che è quell’amore in comunione tra Gesù e il Padre e che ci fa chiamare Dio anche a noi in quanto figli “Abbà”. Questo Spirito è quello che ci consente di vincere quello spirito muto che ci chiude alle relazioni con gli altri, che ci chiude nel nostro egoismo. Anziché inondare Dio di parole spesso volte a piegarlo ai nostri desideri basterebbe dire “Abbà” e lasciarlo entrare dentro di noi pieni di fiducia perché Lui è la nostra verità, quella che ci cambia dentro donandoci la Sua pace. Ci viene quindi proposto l’esempio di Maria, madre di ciascuno di noi, che ci invita, come ha fatto Lei, ad accogliere la Parola, a darle vita affinché si compia in noi attraverso il nostro sì, attraverso la fiducia che porterà frutto. Maria, quindi, non è madre solo perché ha concepito Gesù e lo ha allattato ma proprio perché ha accolto la Parola. Infatti, anche noi siamo figli non solo perché siamo stati concepiti ma perché sappiamo di essere accolti, amati e ascoltati. Chiamati quindi non a contrapporci all’altro ma ad accoglierlo ascoltando il suo modo di vedere, di percepire, lasciandolo entrare in te come fratello. Questa è la vera ed autentica beatitudine.
Salmo 119, 105
“Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”.
111-112
“Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore. Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, in essi è la mia ricompensa per sempre”.
Buon Cammino.

