15 Ott 2026, Gio

Commento al Vangelo di sabato 26 settembre 2026

Lc 9, 43b-45

Ora furono colpiti tutti dalla grandezza di Dio. Ora, stupendosi tutti di quanto faceva, disse ai suoi discepoli: Mettetevi dentro i vostri orecchi queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini! Ora essi ignoravano questa parola ed era loro velata perché non la sentissero; e temevano di domandargli su questa parola.

Per meglio comprendere questo breve brano del Vangelo di oggi bisogna guardare ai versetti precedenti dove Gesù, avendo un padre supplicato di sanare suo figlio indemoniato perché i suoi discepoli non ci erano riusciti, lo guarisce. (Ed ecco: un uomo dalla folla gridò dicendo: Maestro, ti prego che guardi giù su mio figlio, perché è il mio unigenito! Ed ecco: uno spirito lo prende e all’improvviso grida e lo scuote con schiuma e a fatica si ritira da lui, sbattendolo. E pregai i tuoi discepoli perché lo scacciassero e non poterono!). Vi è dunque un primo Spirito che è quello che ci lascia Gesù morendo per noi sulla croce, facendosi carico delle nostre mancanze, donandoci la libertà di figli amati ed un altro spirito quello che possiede questo figlio e che riguarda in qualche misura anche noi nel momento in cui lasciamo prevalere l’egoismo, la volontà di dominio sugli altri e ci prende, ci lacera, ci divide dagli altri e dentro noi stessi. Possedendoci finiamo così per essere sbattuti di qua e di là. Non riconoscendo l’amore del Padre, viviamo la nostra condizione umana in perenne alienazione, dolore e sofferenza. Vediamo i discepoli non riuscire impotenti, come in fondo succede anche noi, non perché non abbiamo fede ma perché non crediamo realmente alla Parola, ci manca quella fiducia che ci fa appoggiare a Lui finendo per vivere nei nostri vuoti, cadendoci dentro. Ma di quale fede parliamo esattamente? Non qualcosa di vagamente generico o ancor peggio considerare Dio una sorta di bancomat dove chiedo e mi viene dato. La Fede di cui Gesù ci parla è la conversione che dall’ascolto della Parola ci fa prendere la giusta direzione e non le tante dove ci portano le nostre paure. Attingendo e abbandonandomi al Suo amore trovo la Sua pace, la Sua serenità, la Sua mitezza, la mia libertà interiore. Come abbiamo visto recentemente noi siamo ciò che ascoltiamo. Ecco allora il motivo per cui ci dice “mettetevi dentro i vostri orecchi queste parole”, più che un imperativo quasi una supplica perché Gesù sa bene come questo sia il nostro vero bene.

Salmo 77, 2

“La mia voce verso Dio: io grido aiuto! La mia voce verso Dio perché mi ascolti”.

Salmo 130, 3-5

“Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono e avremo il tuo timore (amore). Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella sua Parola”.

Buon Cammino.

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