Chiamate l’abolizione del bollo auto per il 2027 come volete. “Propaganda”, “mancetta elettorale”, “fumo negli occhi”. Ok, fate pure, tanto non riuscirete mai a cancellare il fatto che l’aiuto concreto ai cittadini lo ha fatto il Governo Meloni.
E sia chiaro, si può essere pure d’accordo nel dire che all’Italia servono misure strutturali. Serve sempre agire a monte. Ma con quale coraggio riuscite, cari piddini, a scagliarvi contro una misura che alleggerisce il pensiero (ma non le tasche) dei cittadini?
Perché questa misura, ammesso e non concesso il suo fine elettorale, altro non è che un aiuto agli italiani che probabilmente durerà a lungo.
Fatene, dall’unitissimo campo largo, delle proposte. E nascondersi dietro a un paio di frasi del tipo “Non è questa la politica economica di cui ha bisogno l’Italia: servirebbe finalmente una strategia per rendere il Paese più forte, meno vulnerabile alle crisi internazionali, capace di sostenere stabilmente il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. I problemi degli italiani, se non si interviene sulle cause a monte, non scadono dopo un anno, e non possono essere affrontati pensando soltanto alla prossima campagna elettorale” come ha fatto il consigliere regionale modenese del Pd Ludovica Carla Ferrari non è fare proposte, è fare un’opposizione scomposta anche su misure che agevolano il cittadino.
Il Governo nazionale con le opposizioni ha vita piuttosto semplice. Perché da una parte, quella della maggioranza, ci sono proposte e fatti che possono piacere o meno, dall’altra c’è una legittima critica, ma vuota di proposte se si toglie una certa adorazione della cultura woke (anche se su questo fronte qualcuno del campo largo ha cambiato idea per fini elettorali) e la volontà di istituire nuove tasse (patrimoniale e compagnia bella incluse). E l’elettore in cabina elettorale vedrà dinnanzi a sé due scelte: i partiti di un governo stabile o un’alternativa formata da un agglomerato di partiti uniti per mandare a casa la Meloni per poi litigare su tutto e sul nulla in contemporanea come in un buon salottino radical chic imponendo di tanto in tanto qualche tassa in più.
Sarà meglio un governo che costruisce il suo consenso facendo il bene dei cittadini e dei loro risparmi che tutto il resto che c’è. No?

