“Per quanto riguarda il Caffè Concerto, la decisione del Consiglio di Stato di confermare la sospensiva e rinviare tutto al giudizio del TAR di giugno non fa altro che appesantire una situazione già estremamente critica. Ci troviamo di fronte a una vicenda che si trascina da anni e che oggi continua a produrre effetti negativi, sia dal punto di vista economico sia in termini di immagine per la città”. A parlare è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Modena, Luca Negrini.
“Il dato politico – prosegue Negrini – è evidente: siamo dinanzi a una situazione che non si riesce a far rientrare e che continua a generare incertezza. Nel frattempo, Modena paga il prezzo di un immobile simbolo affacciato su piazza Grande. Un luogo che resta desolato, mentre si accumulano mancati introiti e si prolunga un grave danno per la collettività: una situazione inaccettabile. Quanto emerge in queste settimane, anche alla luce degli sviluppi giudiziari, solleva interrogativi sempre più seri su come sia stata gestita questa vicenda nel corso degli anni. Per troppo tempo si è costruita una narrazione che individuava nella società concessionaria l’unico problema, ma oggi appare evidente che le responsabilità siano più ampie e riguardino scelte e mancate decisioni che hanno contribuito ad arrivare a questo punto”.
“Questi ultimi passaggi giudiziari hanno di fatto creato un ostacolo che rende urgente sbloccare la situazione. È necessario capire perché non si sia intervenuti prima, evitando di accumulare un “buco” che, se affrontato per tempo, avrebbe potuto essere gestito e risolto in modo completamente diverso. Proprio alla luce delle decisioni che stanno emergendo, diventa ancora più urgente chiarire che cosa sia stato fatto in tutti questi anni e dove si collocano le responsabilità di una gestione che oggi sembra presentare criticità evidenti. Piazza Grande merita una visione di lungo termine e una gestione all’altezza del suo prestigio”, conclude Negrini.
Per Elisa Rossini Vice capogruppo di Fratelli d’italia “la notizia della sentenza del Consiglio di Stato blocca la decadenza dalla concessione della società concessionaria della gestione del Caffè Concerto con il risultato che il Comune non può procedere al bando per l’assegnazione del locale ad un nuovo concessionario”.
“Lo spazio in pieno sito Unesco resta privo di un progetto e di un futuro. Si allontana anche il recupero del credito del Comune nei confronti della società che si è aggiudicata la concessione del nel 2018 e che ammonta a 932 mila euro di cui 562 mila euro da imputarsi a canoni di concessione fatturati alla data del 30 aprile 2025 a cui devono aggiungersi 123 mila euro per canoni fatturati da maggio a dicembre 2025. Va ricordato che, tenuto conto che il canone di concessione è fissato nella misura di 134 mila euro, in pratica la società concessionaria non ha mai corrisposto il canone”, prosegue Rossini.
“Ora la sospensione della revoca della concessione che era motivata con l’inadempimento del pagamento dei canoni non è stata confermata dal Consiglio di Stato. Si mette evidentemente in dubbio l’esistenza dell’inadempimento e si profila all’orizzonte una responsabilità del Comune. Una vicenda complicata dai ritardi con cui la giunta Muzzarelli ha affrontato la questione”, continua.
Rossini ricorda “che luglio 2022 l’allora assessore Andrea Bosi dichiarò in consiglio comunale che non vi erano inadempimenti da parte della società ed in effetti la precedente amministrazione nulla ha fatto per revocare la concessione nemmeno nel 2023 e nel 2024 causando un incremento del proprio credito dovuto al mancato pagamento dei canoni”.
“Esiste quindi una precisa responsabilità politica e gestoria che non può essere taciuta. E ora nemmeno la giunta Mezzetti riesce a a recuperare l’immobile e indire un nuovo bando e nemmeno a recuperare gli ingenti canoni non riscossi”, conclude Rossini.

