“Oggi in Assemblea legislativa assistiamo all’ennesima forzatura ideologica da parte della maggioranza di sinistra, che ha deciso di imprimere un’accelerazione ingiustificata all’iter del progetto di legge sul suicidio assistito. Un modo di procedere arrogante che ignora il buon senso su dei temi in discussione molto sensibili, che meriterebbero invece attenzione e un confronto approfondito” — dichiarano Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti, esponenti di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna.
“Ci troviamo di fronte a una vera e propria fuga in avanti da parte della maggioranza di sinistra condotta con una fretta irrispettosa” — aggiungono Pulitanò e Arletti. “La maggioranza sta imponendo una corsia preferenziale a un testo che travalica le competenze della Regione, sostituendosi di fatto al Parlamento, unica sede costituzionalmente deputata a legiferare su materie così delicate, che riguardano la vita e la salute delle persone.”
A fare da eco è il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo, che sottolinea: “Si tratta di una grave fuga in avanti della Regione in attesa di una legge nazionale: in questo modo rischiamo soltanto di avere 20 leggi diverse in Italia.”
La compressione dei tempi e l’accelerazione impressa all’iter dimostrano la volontà della sinistra di piantare una bandierina ideologica, sacrificando il confronto democratico e impedendo un reale approfondimento con il mondo medico, bioetico e con le associazioni interessate.
“È inaccettabile che una Regione pretenda di costruire una disciplina su una materia di competenza statale, alimentando una pericolosa frammentazione normativa e creando l’illusione che possano esistere regole diverse sul fine vita a seconda del territorio. Per questo motivo in Assemblea Legislativa Fratelli d’Italia esprime un voto contrario.”
Le vere priorità della sanità emiliano-romagnola sono ben altre: “Occorre investire con decisione sulle cure palliative, rafforzare la rete degli hospice e garantire maggiore sostegno alle famiglie e ai malati più fragili. La risposta alla sofferenza non può essere una scorciatoia burocratica, ma la presenza delle istituzioni, la qualità delle cure e la vicinanza umana e sanitaria” — concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia.

