«Essere preventivamente critici, senza che sia stata ancora attuata la prima zona rossa, significa scegliere l’appartenenza politica in modo talmente miope da arrivare a criticare senza avere alcun dato sull’efficacia del provvedimento in città. Un modus operandi tipico della sinistra, che quando si tratta di soluzioni governative preferisce recitare la parte del profeta di sventura. Viene spontaneo chiedersi da che parte stiano questi signori: gli stessi che hanno contribuito a creare il problema con politiche fallimentari in materia di immigrazione e inclusione, oggi sono coloro che prima invocano interventi e poi li criticano quando vengono messi in campo. Il tipico caso di schizofrenia mancina, a cui ormai siamo abituati». Ad affondare il colpo è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Negrini, a seguito delle recenti polemiche sulle zone rosse.
«Cercare i modi più disparati solo per sminuire un provvedimento che nasce dalla volontà politica precisa di non lasciare zone franche – prosegue Negrini – significa ignorare che si tratta di una misura che, in tutta Italia, sta dando risultati molto positivi, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni locali. Un successo dimostrato anche dai dati ufficiali forniti dal Ministero sugli interventi effettuati. Arrivare a paragonare in modo semplicistico Modena ad altre realtà come Reggio Emilia, vuol dire scegliere deliberatamente di mandare un messaggio distorto. Se è vero che le linee guida per la gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica costituiscono un riferimento nazionale, è altrettanto vero che ogni città ha le proprie peculiarità, le proprie dinamiche e differenti livelli di criminalità e di gestione. La stessa Reggio Emilia, citata da esponenti della sinistra, presenta parametri molto diversi dai nostri in termini di illegalità e numero di reati: fingere che le due realtà siano sovrapponibili nei risultati non significa soltanto mistificare la realtà, ma farlo consapevolmente. È inoltre irrispettoso nei confronti degli organi preposti e delle professionalità che hanno optato per questa misura dare per scontato un fallimento, solo per mero tifo politico: un atteggiamento che non fa bene né alla città né – come messaggio – ai cittadini».
«Incommentabili infine le dichiarazioni di Rifondazione Comunista, che definisce la misura “discriminatoria”: un’affermazione in perfetto stile con quegli anni di immigrazione incontrollata che hanno contribuito a creare l’attuale situazione emergenziale. Ricordiamo a Rifondazione Comunista il vecchio e sempre attuale motto: “male non fare, paura non avere”. Gli uccelli del malaugurio che in queste ore si susseguono per commentare negativamente un’iniziativa che va nella direzione delle richieste dei cittadini, solo per colpire il Governo, non fanno altro che certificare ancora una volta il distacco con cui certi esponenti della politica si approcciano alla realtà. Una realtà per la quale si è resa necessaria l’istituzione delle zone rosse, provvedimento che, così come sta accadendo in molte altre città italiane, riteniamo possa essere strategico anche a Modena. I numeri parlano chiaro: aspettiamo quelli modenesi, con buona pace degli araldi del disastro, sempre pronti a scommettere anche sul male della città pur di fare propaganda fine a sé stessa», conclude Negrini.

