Carpi (MO) – “Il Partito Democratico ha una linea sola che è stata votata nell’organismo di partito che noi abbiamo, perché noi abbiamo gli organismi di partito, perché siamo un partito democratico”.
Risponde così l’onorevole Debora Serracchiani a una nostra domanda a un evento del “No” al Referendum del 22 e 23 marzo in cui chiedevamo cosa ne pensasse degli esponenti del PD che hanno dichiarato di votare “Sì” come Pina Picerno.
Serracchiani ha quindi proseguito dicendo che è stata votata la relazione della segretaria Elly Schlein che “ha dato una linea che è quella del No”. “Il 95% di quell’organismo ha votato la linea della segretaria”.
L’onorevole PD ha poi ricordato che tutti i parlamentari del Partito Democratico “nei quattro passaggi che ci sono stati alla camera e al Senato hanno tutti compattamente votato no”. “E – continua Serracchiani – tutti si sono iscritti in dichiarazione di voto e in dichiarazione di voto hanno espresso il loro no a questa riforma”.
E quindi chi del PD voterà Sì come la Picerno “lo fa a titolo personale, non può spendere il nome del Partito Democratico che ha una linea sola”.
”Le cose ce le diciamo negli organismi di partito. Discutiamo, lo facciamo in modo trasparente lo facciamo apertamente e io penso che questa sia la differenza tra noi ed altri e che questa sia anche la differenza tra la democrazia e quello che democrazia non è”.
Serracchiani nel suo intervento durante l’evento previene la possibile contestazione sul fatto che lei aveva sottoscritto in passato il testo a sostegno di Maurizio Martina che allora correva per la segreteria PD in cui si leggeva che la separazione delle carriere fosse “ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”.
Serracchiani afferma che sì, in molti avevano firmato il documento, senza però condividerne tutti i passaggi.
Venendo ai contenuti della riforma, Serracchiani, che è anche responsabile Giustizia del PD, dice che
“questa riforma non riguarda la giustizia” e “non tocca minimamente problemi della giustizia italiana”. A sostegno di tale tesi porta il fatto che non si sa “che fine faranno i precari”.
Sulla separazione delle carriere dice che “c’è già” e che il cambiare sette articoli della Costituzione italiana è volto a minare “l’indipendenza e autonomia della magistratura” anche perché quando i padri costituenti hanno scritto la Costituzione volevano “tenere separati i poteri” e “la magistratura per controllare tutti gli altri poteri deve essere autonoma e indipendente e deve essere separata dalla politica”.
“Palamara non si è autodenunciato”, dice parlando delle correnti sulle quali, ammette, “c’è stata una degenerazione”.
Poi l’attacco al Governo “che sta reprimendo in tutti i modi possibili il dissenso”.
“La democrazia non cade mai tutta insieme, ma a pezzi e questo è il pezzo più grosso”, afferma Serracchiani.
All’evento hanno preso parola anche il magistrato Donatella Donati, l’onorevole PD Stefano Vaccari e la segretaria cittadina PD Daniela Depietri che ricordato gli impegni in piazza e frazioni del partito per la promozione del “No” al Referendum.

