Tutti i cancelli del cimitero di San Cataldo sono oggi regolarmente controllati e chiusi, e non risultano ulteriori criticità. È quanto ha riferito l’assessora alla Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota, rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini sulla presenza di giacigli di fortuna all’interno del cimitero.
Negrini, entrando nel merito dell’atto, ha chiesto chiarimenti sulle ragioni per cui alcuni cancelli sarebbero rimasti aperti e sull’identificazione delle persone che stazionavano nell’area, allargando poi lo sguardo alla situazione complessiva dei senza fissa dimora in città: numeri, presenza di minori e strumenti messi in campo dal Comune.
Sul fronte della sicurezza, Camporota ha spiegato che i problemi hanno riguardato in particolare il cancello pedonale “lato fiorai” e quello carrabile del crematorio principale. Nel primo caso, ha riferito, il sistema automatico viene spesso compromesso da forzature manuali; nel secondo, il cancello – pur funzionante – può non chiudersi correttamente a causa di ostacoli sulle rotaie, sbalzi termici o azioni volontarie. Verifiche tecniche hanno confermato che la storicità e la pesantezza delle strutture, unite alla frequenza di apertura e chiusura, ne rendono più complesso il corretto funzionamento. Ad oggi, ha assicurato l’assessora, tutti i cancelli risultano regolarmente operativi e il gestore effettua controlli quotidiani, valutando anche sistemi di avviso in caso di anomalie.
Quanto alle persone senza dimora, Camporota ha riferito che i soggetti che avrebbero realizzato i giacigli sono stati intercettati all’esterno del cimitero dai servizi professionali. Un cittadino italiano non ha accettato il dialogo con gli operatori; per un cittadino straniero, in condizioni di disagio psicologico e dipendenze, sono stati attivati gli interventi di emergenza previsti dall’accoglienza invernale. Negli ultimi sei mesi del 2025 la Polizia locale ha effettuato 34 controlli, riscontrando la presenza di tre persone senza fissa dimora. Tra Natale e Capodanno era stata segnalata anche la presenza di minorenni introdottisi nell’area in orario serale, ma i successivi controlli non hanno evidenziato ulteriori problemi.
L’assessora ha quindi illustrato l’ampia rete dei servizi sociali attivi: unità di strada professionali e volontarie, centri diurni e residenziali, accoglienza invernale notturna, housing first e temporaneo, oltre ai servizi garantiti dall’associazione Porta Aperta. L’ultima mappatura ha censito 328 persone in condizioni abitative precarie, 76 delle quali in strada. Sono inoltre presenti nove nuclei familiari con 17 minori, per i quali è stato attivato il Pronto intervento sociale.
Nel dibattito consiliare sono intervenuti esponenti di maggioranza e opposizione, richiamando la necessità di distinguere tra sicurezza del cimitero e politiche contro la povertà, e sottolineando la complessità crescente delle fragilità sociali.
In replica, Negrini ha respinto le accuse di cinismo e ha riconosciuto la completezza della risposta dell’assessora, ma ha rimarcato con forza il nodo politico della questione. Da un lato, ha detto, c’è “il tema serio della sicurezza del cimitero di San Cataldo”; dall’altro quello dei senza dimora. “Una persona che sceglie un loculo per dormirci dentro è qualcosa di forte”, ha affermato, osservando che se accade è perché “non ci sono alternative”. Negrini ha poi chiamato in causa direttamente Porta Aperta, ricordando che la sede si trova proprio davanti all’ingresso del cimitero: “Diventa difficile pensare che non sapessero nulla di quello che è successo: evidentemente qualcosa non funziona”. A suo giudizio, l’aumento dei senza fissa dimora, nonostante i numerosi servizi attivati, è un segnale che impone una riflessione più profonda sull’efficacia del sistema.
In conclusione, Camporota ha ribadito che quello delle fragilità è “un mondo complesso”, in cui molte persone rifiutano l’accoglienza anche quando disponibile, e ha sottolineato lo sforzo del Comune nel strutturare e innovare progressivamente i servizi per rispondere a una realtà in continua evoluzione.

