Il Consiglio comunale di Modena ha approvato una mozione che impegna l’amministrazione a introdurre un “menù sano e sostenibile” nelle mense scolastiche e nelle strutture sociosanitarie della città. Il provvedimento prevede l’inserimento di un pasto interamente a base vegetale un giorno alla settimana, accompagnato da iniziative di educazione alimentare rivolte a studenti, famiglie e insegnanti.
La mozione, presentata da Avs, M5s, Pd, Spazio democratico e Pri-Azione Sl, è stata illustrata in aula dal consigliere di Avs Martino Abrate e approvata con il voto favorevole dei proponenti. Hanno invece votato contro Fratelli d’Italia, Lega Modena e Modena in ascolto.
Secondo Abrate, la proposta nasce dalla necessità di affrontare il tema dell’impatto ambientale dei sistemi alimentari e di promuovere abitudini più salutari. Il settore alimentare, ha ricordato, è responsabile di oltre un terzo delle emissioni climalteranti globali, mentre gli allevamenti intensivi incidono in modo significativo sul consumo di suolo e acqua. Allo stesso tempo, numerosi studi scientifici indicano che un maggiore consumo di alimenti vegetali può contribuire a ridurre il rischio di diverse patologie croniche.
Nel suo intervento il consigliere ha sottolineato anche il valore educativo delle mense scolastiche, considerate un luogo privilegiato per promuovere corretti stili alimentari fin dall’infanzia. A Modena, ha ricordato, il servizio di ristorazione scolastica è già organizzato secondo criteri nutrizionali validati dall’Azienda Usl, con attenzione alla qualità degli alimenti, alla filiera corta, al biologico e alla riduzione dell’impatto ambientale.
La mozione chiede quindi di sperimentare un giorno alla settimana con menù completamente vegetale e di affiancare alla misura attività di informazione e formazione sull’alimentazione sostenibile. Il documento propone anche di coinvolgere le commissioni mensa per monitorare il gradimento dei piatti e di promuovere iniziative simili anche fuori dall’ambito scolastico, lavorando con ristoratori, associazioni di categoria e mense aziendali per ampliare l’offerta di piatti vegetali sul territorio.
Tra gli obiettivi indicati c’è anche l’avvio di un percorso di “food policy” cittadina che metta in rete istituzioni, imprese, operatori della ristorazione e cittadini per promuovere un sistema alimentare più sostenibile.
Il dibattito in aula
L’approvazione della mozione è stata preceduta da un confronto acceso tra maggioranza e opposizione.
Per Fratelli d’Italia il documento è inutile e rischia di trasformare la mensa in uno strumento di indirizzo culturale. Il consigliere Paolo Barani ha sostenuto che i menù scolastici seguono già linee guida nutrizionali validate dall’Ausl e basate sulla dieta mediterranea, garantendo un equilibrio tra i nutrienti. Ha inoltre ridimensionato il possibile impatto ambientale della misura: pensare di incidere sugli equilibri climatici con un menù settimanale in una singola città, ha affermato, è poco realistico.
Sulla stessa linea anche altri interventi dell’opposizione. Dario Franco ha ricordato il peso del settore agroalimentare nell’economia regionale e ha invitato a non trasmettere messaggi negativi verso un comparto strategico. Per Luca Negrini la proposta rischia inoltre di sovrapporsi al ruolo educativo delle famiglie, mentre Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha parlato di un possibile condizionamento nelle scelte alimentari dei cittadini.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha riconosciuto l’interesse del tema ambientale ma ha espresso alcune perplessità, sottolineando l’importanza delle proteine animali nelle fasi di crescita e il rischio di scarso gradimento dei menù vegetali tra i bambini, con possibili sprechi alimentari. A suo avviso sarebbe stato più opportuno parlare di un menù “senza carne” piuttosto che “solo vegetale”.
Le ragioni dei sostenitori
Di diverso avviso i gruppi che hanno sostenuto la mozione.
Per Lucia Connola (Pd) la proposta mette insieme tutela dell’ambiente e salute pubblica e non introduce imposizioni, ma avvia piuttosto un percorso graduale di educazione alimentare. Le mense scolastiche, ha sottolineato, rappresentano sia un presidio di salute pubblica sia uno strumento educativo.
Anche Gianluca Fanti ha evidenziato che nei menù scolastici esiste già una pluralità di opzioni e che la misura punta soprattutto a rafforzare la consapevolezza alimentare, anche alla luce dei dati sull’aumento di sovrappeso e obesità tra i bambini.
Alberto Bignardi ha ricordato che proporre un pasto vegetale non significa mettere in discussione la tradizione gastronomica locale, ma offrire ai bambini la possibilità di conoscere nuovi sapori e sviluppare abitudini alimentari più equilibrate.
Giulia Ugolini ha infine sottolineato come il vero problema spesso riguardi ciò che accade fuori dalla scuola, dove mancano informazioni e corretti stili alimentari. In questo senso, le mense possono diventare uno strumento di prevenzione e sensibilizzazione.
Per i promotori della mozione, ridurre anche solo in parte il consumo di carne può contribuire a migliorare la salute e a ridurre l’impatto ambientale. “Le scuole e le mense sono luoghi fondamentali per costruire questa cultura”, ha concluso Abrate, invitando a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, ristorazione e società civile.
Anche il Movimento 5 stelle ha respinto le accuse di impostazione ideologica. Il consigliere Giovanni Silingardi ha spiegato che la proposta si basa su dati scientifici e rappresenta semplicemente un’opportunità in più per promuovere abitudini alimentari più sane, ricordando che iniziative simili sono già state adottate in altre città italiane.

