15 Ott 2026, Gio

Modena aderisce al manifesto contro il Governo. Barcaiuolo (FdI): “Sulla scuola meno slogan e più serietà”

“A Modena ormai qualsiasi provvedimento del Governo diventa un’occasione per imbastire una nuova battaglia ideologica. Il Comune aderisce con entusiasmo a un manifesto nel quale si parla di “messaggio feroce” e di “legge retriva” e si sostiene che “la scuola, i bambini, le comunità non possono essere maltrattate a colpi di propaganda”. Parole pesantissime che restituiscono ancora una volta il livello del confronto politico che una parte della sinistra continua a proporre. Evidentemente, quando l’obiettivo è attaccare il Governo Meloni, anche un tema delicato come l’integrazione scolastica può essere trasformato nell’ennesimo terreno di scontro politico”, a commentare l’adesione del Comune di Modena al manifesto “La nostra scuola ha le porte aperte e non ha il tetto” lanciato ieri a Bologna dagli assessori e le assessore alla Scuola dei Comuni di Bologna, Roma, Milano e Bergamo al termine del convegno nazionale “Le esperienze di Scuole Aperte”, organizzato nell’ambito delle Settimane Pedagogiche, è il senatore modenese Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna.

“Ancora più fuorviante – prosegue Barcaiuolo – è presentare il limite del 30% come se significasse chiudere le porte della scuola ai bambini. Nessuno viene espulso e nessuno viene privato del diritto all’istruzione. Il limite, infatti, non riguarda indistintamente tutti gli studenti stranieri: nella scuola primaria si applica agli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; nelle scuole secondarie riguarda invece coloro che non hanno frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni. La misura punta a evitare concentrazioni eccessive nelle singole classi e a favorire un’effettiva integrazione, a partire dall’apprendimento della lingua italiana, per il quale sono previste apposite risorse. Trasformare tutto questo nell’immagine di una scuola che “esclude” e “rifiuta” significa sostituire il merito del provvedimento con una rappresentazione costruita appositamente per alimentare lo scontro politico”.

“Particolarmente riuscito, infine, l’appello con cui si conclude il manifesto: “Basta slogan”. Difficile trovare una sintesi migliore dopo aver definito “feroce” un provvedimento che, per stessa ammissione dei firmatari originari, al momento della redazione del documento non era ancora disponibile nella sua versione definitiva. L’amministrazione di Modena raccolga almeno quell’invito: meno manifesti ideologici contro il Governo e più serietà nel confronto su un tema delicato come l’integrazione scolastica. Perché ai bambini non servono battaglie di partito combattute sulla loro pelle, ma una scuola capace di garantire a tutti gli strumenti necessari per imparare, integrarsi e costruirsi un futuro”, conclude Barcaiuolo.

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