Date un’occhiata alle prime pagine dei quotidiani nazionali di oggi: aprono, giustamente, tutti sui fatti tragici di Modena. In realtà non proprio tutti: “Il manifesto”, quotidiano che si dichiara, anche magari con un certo orgoglio, “comunista”, apre con la situazione di Gaza. E i fatti di Modena? “Saranno il secondo articolo principale”, direte voi. E invece no. Quanto accaduto nella città della Ghirlandina viene ridotto, sulla prima pagina, all’ultimo trafiletto a destra di taglio basso.
Spostandoci sulla cronaca locale la “Gazzetta di Modena” ieri pomeriggio pochi minuti dopo il panico e le scene agghiaccianti della Via Emilia scriveva in un post che si trattava di un “incidente stradale”.
Scandaloso.
Non si tratta di fare sciacallaggio o di alimentare isterie collettive. Si tratta di chiamare le cose con il proprio nome. Perché se un uomo entra in una zona pedonale ad altissima velocità travolgendo i passanti per poi tentare persino la fuga accoltellando un cittadino, non siamo davanti al classico “incidente stradale”, ma a una tragedia che merita l’apertura di un giornale nazionale.

