“Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”. Parola di Luca Signorelli, il cittadino-eroe modenese che con coraggio ha fermato Salim El Koudri, il trentunenne che sfrecciando a tutta velocità ha travolto numerosi passanti ferendone sette, di cui quattro in modo grave e procurato un attacco di panico ad un altro cittadino.
La dinamica è chiara, anche grazie ai video che stanno proliferando sul web: l’auto sfreccia, le persone travolte saltano in aria, una signora perde le gambe, El Koudri esce dall’auto, viene rincorso da dei signori, tra cui Signorelli. Quest’ultimo viene anche ferito con una coltellata da chi ha provocato questa tragica scena.
Il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti tenta di tranquillizzare i modenesi, ma c’è poco da stare tranquilli, nonostante la Gazzetta di Modena in un post diffuso pochissimo dopo la tentata strage parli di un incidente stradale e il quotidiano comunista Il manifesto releghi nella sua prima pagina la notizia di quanto accaduto a un trafiletto di taglio basso.
Non c’è da stare tranquilli perché è proprio stando tranquilli che questi casi potrebbero ripresentarsi. Chiamare le cose con il proprio nome e non mettersi del prosciutto sugli occhi serve per non far accadere più tutto ciò.
In una terra stracolma di buonismo di sinistra, di gente che dice “poverino”, occorre cambiare passo e fare come Luca Signorelli: affrontare il problema della sicurezza (e di conseguenza dell’immigrazione) con coraggio.

