“La sinistra modenese ama farsi portare a spasso quando si tratta dei problemi della città da Bologna e questo accade da anni anche per quanto riguarda la linea ferroviaria Modena- Sassuolo. Il 17 gennaio 2019 la Giunta modenese approvò un protocollo d’intesa con Ferrovie Emilia Romagna finalizzato ad individuare soluzioni adeguate per migliorare la sicurezza della linea ferroviaria e minimizzare le interferenze con il traffico. Il protocollo prevedeva la chiusura definitiva dei passaggi a livello di Via Panni, Via Mantegna, Via Morane, Via Treviso, Via Ferrini, Via Vicenza e Via Verona. Unica opera realizzata: il sottopasso di Via Panni, con un costo stimato di 4 milioni poi lievitato a 7 milioni a cui si sono aggiunti i 60 mila euro pagati direttamente dal Comune per rimediare all’errore di progettazione che creava problemi agli ingressi all’Istituto Charitas e agli Orti Anziani. Un’opera inutile in mancanza delle altre”, così Elisa Rossini vicecapogruppo in Consiglio comunale
“Nel 2019 il Comune di Modena ha usufruito di un finanziamento del Ministero dei trasporti di circa 500 mila euro nell’ambito di un fondo per la fattibilità delle infrastrutture. Di questi 500 mila euro 114.615,60 vengono assegnati alla stazione appaltante Agenzia per la Mobilità che, dopo l’indizione di un bando, individua nel 2021 un raggruppamento temporaneo di imprese per l’elaborazione di studi di fattibilità sugli scenari evolutivi della linea ferroviaria Modena-Sassuolo. Gli studi di fattibilità approdano in Consiglio comunale nel luglio del 2023 con una presentazione in pompa magna da parte dell’allora assessore Alessandra Filippi. Gli studi individuano due soluzioni per l’eliminazione dei passaggi a livello: il tram treno e il bus rapid transit. Non si parla di sottopassaggi ma mentre si procedeva alla lunga elaborazione degli studi di fattibilità e senza attenderne l’esito nel 2021 Alessandra Filippi commissiona una indagine tra i cittadini per sondare il gradimento tra sottopassaggio e sovrappassaggio stradale in Via Panni. Vince il sovrappassaggio che viene realizzato in tutta fretta in tempo utile per l’inaugurazione preelettorale nel marzo 2024”, ricorda Elisa Rossini
“Gli studi di fattibilità che sono stati pagati non solo dai modenesi ma da tutti gli italiani finiscono nei cassetti ed ora la sinistra chiede di avviare uno studio di fattibilità tecnico economica per l’evoluzione della linea ferroviaria. Ma gli studi di fattibilità ci sono già quindi si deve partire con la progettazione senza perdere ulteriore tempo e denaro. E il PD dovrebbe anche spiegare come è stato possibile lo sperpero di denaro pubblico avvenuto con la realizzazione del sottopasso di Via Panni evidentemente inserito in una modalità di eliminazione dei passaggi a livello accantonata, tanto è vero che nulla è stato fatto per gli altri passaggi a livello. Ora si riparte da zero addirittura chiedendo un altro studio di fattibilità. La nostra mozione bocciata dalla maggioranza chiedeva invece di recuperare lo studio di fattibilità occultato sino ad ora e di avviare le procedure finalizzate all’eliminazione dei passaggi a livello senza ulteriori perdite di tempo. Con i giochetti tra Modena e Bologna ci siamo persi i fondi PNRR che avrebbero potuto essere utilizzati per la modernizzazione della line ferroviaria. Data la posizione assunta in Consiglio comunale dalla maggioranza ancora una volta i problemi dei modenesi non verranno risolti”, conclude Rossini

