12 Mag 2026, Mar

Pulitanò (FdI): “Sanità territoriale allo stremo. Accordo integrativo fermo al palo”

“Nel corso della Commissione Sanità abbiamo assistito al consueto bipolarismo del Partito Democratico, capace di essere partito di lotta e di governo nella stessa aula e nello stesso giorno”. Così Ferdinando Pulitanò, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e presidente provinciale del partito, commenta il dibattito sull’Accordo Integrativo Regionale con i medici di medicina generale ancora fermo al palo.

“La Regione Emilia-Romagna – sottolinea Pulitanò – a differenza di molte altre, non ha ancora presentato l’accordo, bloccando di fatto l’intero sistema e aggravando la crisi della medicina generale oggi tenuto in piedi soltanto dallo spirito di abnegazione dei professionisti, senza tutele né prospettive. I medici di famiglia rappresentano il primo filtro del sistema sanitario e garantiscono un presidio capillare e centrale nei territori, grazie alla conoscenza diretta dei pazienti e delle loro storie cliniche. Eppure, nella nostra regione, l’assistenza territoriale è diventata elefantiaca e soffocata da una burocrazia vessatoria che ormai anche i sindacati denunciano apertamente”.

Secondo Fratelli d’Italia, l’Emilia-Romagna non è più la “prima della classe” nella sanità pubblica: “Lo abbiamo denunciato più volte: la situazione della medicina generale è drammatica e frutto della totale assenza di programmazione da parte della Regione – prosegue Pulitanò –. La provincia di Modena, in particolare, detiene la maglia nera per carenza di medici di famiglia: mancherebbero all’appello ben 267 professionisti, lasciando intere aree senza copertura. La città di Modena registra 64 posti vacanti, Sassuolo 49, Carpi 44 e Mirandola 38″.

A rendere il quadro ancora più critico è l’aumento della pressione fiscale deciso dalla Giunta De Pascale: “Avevano promesso scelte coraggiose e nessun taglio ai servizi – denuncia Pulitanò – invece l’extragettito servirà a coprire buchi di bilancio e inefficienze”.

Nel mirino anche l’istituzione dei CAU (Centri di Assistenza Urgenza) e la loro proroga su tutto il territorio regionale: “Queste strutture – spiega Pulitanò – avrebbero dovuto alleggerire il carico delle piccole urgenze negli ospedali, ma si sono rivelate dei veri e propri ‘pronto soccorso bonsai’, incapaci di ridurre la pressione sul sistema. Non solo non hanno risolto i problemi, ma hanno addirittura aumentato gli accessi negli studi dei medici di famiglia, creando un servizio ridondante e inefficace”.

FdI sottolinea inoltre come i CAU abbiano assorbito 35 milioni di euro dal bilancio regionale destinati alla medicina generale, fondi che avrebbero potuto potenziare la rete territoriale e supportare concretamente i professionisti. “Invece – conclude Pulitanò – continuiamo a vedere una gestione sanitaria basata sull’improvvisazione e non su una reale progettualità, a discapito del lavoro dei medici, del personale ospedaliero e, soprattutto, dell’efficienza dei servizi offerti ai cittadini. È ora che la Regione cambi passo e dia finalmente risposte concrete”.

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