Mercoledi 7 ottobre approda in Commissione Ambiente e Territorio la risoluzione presentata da Fratelli d’Italia che chiede alla Regione di fermare immediatamente la procedura relativa alla nuova struttura commerciale Coop a Vignola e di non procedere con l’iter autorizzativo prima di aver chiarito tutti gli aspetti urbanistici, ambientali e di interesse pubblico dell’operazione.
A intervenire è Annalisa Arletti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
“Qui non stiamo parlando semplicemente di una nuova struttura commerciale. Stiamo parlando di una trasformazione urbanistica che comporta nuovo consumo di suolo, su un’area oggi libera, e che viene portata avanti attraverso un accordo di programma con variante alla pianificazione. Per questo riteniamo che la Regione debba fermarsi e interrogarsi sulla reale necessità e sulla compatibilità di questa operazione – dichiara il consigliere Arletti -. Il primo tema è quello del consumo di suolo. È difficile comprendere come una Regione che dichiara di voler contenere il consumo di territorio possa contemporaneamente avallare una trasformazione di questo tipo. Se il principio della tutela del suolo vale, deve valere sempre, anche quando si parla di grandi operazioni commerciali”.
“E allora la domanda è inevitabile: le regole sulla riduzione del consumo di suolo valgono per tutti o ci sono operazioni che possono beneficiare di una corsia diversa?”, prosegue.
Un secondo elemento riguarda il ricorso all’articolo 60 della L.R. 24/2017.
“L’Accordo di programma è uno strumento particolarmente incisivo, perché consente di intervenire sulla pianificazione urbanistica. Proprio per questo chiediamo che venga verificata con estrema attenzione la sussistenza di tutti i presupposti previsti dalla legge e, in particolare, quale sia il concreto e prevalente interesse pubblico che giustifica il ricorso a questa procedura. – continua Arletti – Non può diventare una modalità attraverso la quale, invocando un interesse pubblico, si rende possibile una trasformazione urbanistica funzionale alla realizzazione di una nuova grande struttura commerciale. L’interesse pubblico deve essere concreto, prevalente e adeguatamente motivato”.
C’è poi il tema della sicurezza idraulica, che secondo Fratelli d’Italia non può essere considerato marginale.
“Quando si interviene su un’area libera introducendo nuove superfici impermeabilizzate, la questione idraulica deve essere affrontata con il massimo rigore. Chiediamo quindi che siano valutati attentamente gli effetti della trasformazione sul sistema di drenaggio, le opere previste e la loro effettiva capacità di garantire la sicurezza idraulica del territorio”.
Infine, la questione della coerenza politica.
“Per anni abbiamo sentito il centrosinistra parlare di contrasto al consumo di suolo, tutela dell’ambiente e lotta alla cementificazione. Bene: questi principi devono valere anche quando a essere interessata è una grande operazione commerciale. Non si può essere ambientalisti a parole e poi accettare nuove trasformazioni di territorio quando arrivano progetti economicamente rilevanti. Con la nostra risoluzione chiediamo quindi una cosa molto semplice: la Regione si fermi. Prima di qualsiasi ulteriore passo devono essere chiariti il consumo di suolo, la reale sussistenza dell’interesse pubblico, il corretto utilizzo dell’articolo 60, le alternative possibili e tutti i profili legati al rischio idraulico”.
“Domani in Commissione – conclude Arletti – avremo l’occasione di capire se alle dichiarazioni sulla tutela del territorio seguiranno finalmente scelte coerenti. Per Fratelli d’Italia la priorità è chiara: prima la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini, poi qualsiasi nuova grande operazione commerciale. Per questo chiediamo lo stop immediato della procedura”.

