È fissata per giovedì 22 ottobre, nella sala del Consiglio comunale, la prima plenaria cittadina dei Consigli comunali delle ragazze e dei ragazzi. L’appuntamento, che aprirà la quarta edizione di “Modena fa scuola”, è stato annunciato dall’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli rispondendo a un’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini.
Al centro dell’atto di Negrini lo stato di attuazione della mozione per l’istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, approvata all’unanimità il 3 marzo 2025. Il capogruppo di FdI ha chiesto chiarimenti sull’avanzamento del progetto, sul cronoprogramma, sulle modalità previste per informare e coinvolgere i giovani e sulle ragioni per cui, fino ad oggi, non fossero state fornite informazioni sui passaggi necessari a rendere concreta l’iniziativa.
Alla plenaria del 22 ottobre parteciperanno i rappresentanti dei sette Consigli già costituiti nelle scuole modenesi, sei negli Istituti comprensivi e uno in una scuola paritaria. Il progetto nasce da un protocollo sottoscritto il 24 febbraio tra Comune, Ufficio scolastico provinciale, dieci Istituti comprensivi e quattro scuole paritarie e resterà valido fino alla conclusione del mandato consiliare 2024-2029.
I Consigli hanno funzioni consultive, formative e propositive e possono avanzare pareri, proposte e richieste di informazione ai Consigli di quartiere. Ogni istituto stabilisce composizione e modalità di elezione, mentre in tutte le 14 scuole coinvolte sono stati individuati insegnanti-facilitatori. Tra i temi affrontabili figurano scuola, ambiente, sostenibilità, cultura, sport, tecnologie digitali, salute, volontariato e fragilità giovanili. Secondo Venturelli, da alcuni Consigli sono già arrivate proposte sul decoro e sul verde cittadino.
L’assessora ha spiegato che l’11 settembre si è svolto un incontro con docenti e scuole per definire un metodo di lavoro comune e preparare la plenaria. Nelle prossime settimane dovrebbe inoltre essere rafforzato il raccordo con i Consigli di quartiere, mentre i consiglieri comunali saranno invitati alle plenarie.
In replica, Negrini ha espresso una netta insoddisfazione, sostenendo che il percorso seguito dall’Amministrazione abbia finito per allontanarsi dallo spirito della mozione originaria. Nel mirino del capogruppo di FdI sono finiti in particolare il ricorso ai facilitatori e il numero limitato di assemblee.
«Se pensiamo che i giovani debbano essere ascoltati, li dobbiamo ascoltare veramente», ha affermato Negrini, secondo cui il progetto così impostato sarebbe diventato «tutto meno che partecipazione attiva». FdI parteciperà comunque ai lavori, ma il capogruppo ha annunciato la richiesta di una commissione qualora emergesse quella che ha definito una «partecipazione falsificata».
«Noi volevamo sentire davvero quello che avevano da dire i ragazzi», ha concluso Negrini, ribadendo la richiesta che il Consiglio comunale dei giovani rappresenti uno spazio effettivo di confronto e non un percorso eccessivamente mediato dall’Amministrazione.

