15 Ott 2026, Gio

Commento al Vangelo di Domenica 20 settembre 2026

Mt 20, 1-16

Il Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna, quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più, ma anch’essi ricevettero un denaro ciascuno. Nel ritirarlo però mormoravano contro il padrone, dicendo: questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto; non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi. 

Il Vangelo di oggi ci pone davanti al dramma del giusto nel momento in cui vede la misericordia di Dio raggiungere anche gli ultimi, anche i più peccatori. Quando assistiamo a questo, secondo noi profondamente ingiusto perché chi fa il male deve essere punito senza opportunità di ravvedimento e la Sua bontà deve essere riservata solo a chi lo merita, osserviamo il nostro occhio diventare cattivo e il cuore indurirsi come pietra. Se leggiamo la Bibbia ci sia di consolazione vedere che siamo in buona compagnia: ricordiamo la parabola del figliol prodigo dove in fratello maggiore si adira con il Padre perché era felice del ritorno dell’altro suo figlio e a lui che aveva sempre obbedito non viene riservato lo stesso trattamento, lo ricordiamo in Giona che davanti al perdono di Dio verso gli abitanti di Ninive che si erano ravveduti, seduto su un colle circostante, attendeva con entusiasmo lo spettacolo della distruzione della città e quando vide la misericordia del Padre arrivò a dire “meglio per me morire, se tu sei fatto così”, lo stesso vale per Paolo “ zelante e irreprensibile nella fede” che pensava queste caratteristiche fossero un guadagno e scoprì invece che erano una perdita. Perché il Padre è qualcos’altro che un dispensatore di meriti e conseguenti salari. Dio è Grazia, Amore e Perdono verso tutti noi che siamo suoi figli. “E a noi che abbiamo lasciato tutto, cosa darai, quale ricompensa?” chiedeva Pietro a Gesù. Alberga in noi Credenti questo concetto economico/commerciale del nostro rapporto col Padre, mentre chi comprende che la Grazia e il Perdono sono un dono gratuito di Dio sarà primo mentre gli altri che criticano questo amore verso tutti saranno ultimi. Come dice il Vangelo la chiamata è per tutti e a tutte le ore, non è mai troppo tardi, non importa nemmeno a quale età, ciò che realmente conta è capire che il nostro esistere è comprendere che siamo Figlio di Dio chiamati ad amare i fratelli per amare Dio e noi stessi.  

Mt 21, 28-32

“I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio”.

Salmo 103, 3-5

“Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di misericordia, sazia di beni la tua vecchiaia, si rinnova come aquila la tua giovinezza”.

Buon Cammino.

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