15 Ott 2026, Gio

Ricerca. Barcaiuolo (FdI) smonta le tesi di Ferrari (Pd) sui tagli alla ricerca. “I numeri raccontano il contrario”

“Il tema del futuro dei ricercatori è serio e merita risposte concrete, ma proprio per questo non può essere affrontato attraverso una rappresentazione parziale dei dati. Il consigliere Ferrari accusa il Governo Meloni di tagliare le risorse alla ricerca. I numeri ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca raccontano invece un quadro molto diverso”. Inizia così la replica del senatore modenese di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale del partito in Emilia-Romagna alle recenti dichiarazioni del consigliere regionale del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari.

“Nel 2026 il Fondo di finanziamento ordinario delle università è arrivato a 9,415 miliardi di euro, con un incremento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019. Il MUR sottolinea inoltre che nessun ateneo ha registrato una riduzione del finanziamento rispetto all’anno precedente – sottolinea Barcaiuolo -. Anche per gli enti pubblici di ricerca le risorse aumentano: il FOE 2026 supera 1,548 miliardi di euro, con un incremento di 22,27 milioni rispetto al 2025. Sono inoltre previsti 60 milioni di euro di finanziamento premiale e ulteriori risorse per il reclutamento di ricercatori e tecnologi”.

“È dunque singolare sostenere che il Governo stia semplicemente ‘tagliando la ricerca’ quando i dati ufficiali mostrano un aumento delle risorse destinate sia alle università sia agli enti pubblici di ricerca. Questo non significa che il problema del precariato non esista. Significa, piuttosto, che va affrontato con serietà, senza trasformare una questione complessa in uno slogan politico. Il Governo sta intervenendo sul reclutamento e sulla programmazione del sistema universitario, mettendo a disposizione anche specifiche risorse per i percorsi di carriera di professori e ricercatori”, commenta il senatore di FdI.

“Se l’obiettivo è offrire ai nostri ricercatori prospettive professionali più stabili, siamo tutti chiamati a confrontarci sulle soluzioni. Quello che non è corretto è sostenere che l’Italia stia disinvestendo dalla ricerca senza considerare l’andamento effettivo degli stanziamenti. Il Governo Meloni – conclude Barcaiuolo – ha dimostrato con i fatti che università, ricerca, innovazione e capitale umano sono settori strategici per la crescita del Paese. La sfida ora è continuare su questa strada, collegando sempre meglio le risorse disponibili a percorsi di reclutamento e di carriera capaci di valorizzare i nostri talenti.”

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