Di necessità virtù. Potrebbe essere questo il titolo del concerto che è andato in scena ieri sera, giovedì 15 gennaio, al Pavarotti-Freni. Un cambio di direttrice all’ultimo minuto e un programma molto intenso da portare comunque avanti hanno messo alla prova la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena.
Anna Rakitina, che doveva essere inizialmente alla guida dell’orchestra, ha avuto un infortunio che non le ha permesso di essere presente e il lavoro è stato quindi affidato a Debora Waldman, direttrice di grande esperienza, che ha avuto però solamente un giorno e mezzo per poter provare con gli orchestrali.
Per questo possiamo dire che aver tirato fuori comunque qualcosa di piacevole da due capolavori come la ‘Pastorale’ di Beethoven e la ‘Patetica’ di Caikovskij in così poco tempo, è sicuramente un buon traguardo, anche se era abbastanza evidente che mancasse quell’unità di intenti che deve legare il direttore all’orchestra che sta dirigendo.
Sicuramente la mancanza di tempo ha inciso dal momento che le due sinfonie richiederebbero molte ore di lavoro in più e per questo i tempi sono stati staccati leggermente più lenti, gli attacchi spesso non erano precisi, le dinamiche appena accennate e anche qualche problema di intonazione si è sentito.
I più sofisticati hanno storto il naso, ma molti punti positivi ci sono stati. In particolare, nella ‘Pastorale’ è stato chiaro l’intento di voler far sentire tutte le voci e alcuni timbri sono stati resi in modo particolare. Date le premesse, è sicuramente un peccato non poter sentire come sarebbe andata se la Waldman avesse avuto più tempo a disposizione per lavorare sui dettagli e forgiare la Filarmonica a sua immagine.

