La gestione sanitaria nei distretti di Mirandola e Carpi è arrivata al punto di rottura. A denunciarlo è Gennaro Ferrara, leader di Cisl Fp Emilia Centrale, che parla senza mezzi termini di una situazione “fuori controllo”, segnata da scelte non condivise, servizi che aprono senza personale e decisioni calate dall’alto. “Questa non è programmazione sanitaria: è propaganda”, attacca il sindacato, chiedendo assunzioni immediate, una revisione della governance dei distretti – a partire da Mirandola – e lo sblocco dei bandi già deliberati ma fermi.
A Mirandola il quadro è drammatico: per mancanza di infermieri sono state cancellate colonscopie programmate dal Cup e chiusi sia la pediatria notturna sia la Centrale di sterilizzazione, tutto senza confronto con i sindacati. “Mancano 21 infermieri e tre oss solo in pronto soccorso”, denuncia Ferrara, mentre sul personale si risparmierebbero 1,2 milioni di euro. Due infermiere sono andate in pensione il 15 novembre senza alcuna sostituzione, e nello stesso giorno è partito il trasferimento della sterilizzazione a Carpi per adeguamento dei locali.
Ma il problema, più che risolto, si sarebbe solo spostato. A Carpi la sterilizzazione si regge sugli straordinari: personale ridotto, macchinari obsoleti e persino infiltrazioni d’acqua che da mesi colano sulle autoclavi. “Il personale fa i miracoli – denuncia Cisl Fp – ma è allo stremo”.
L’elenco delle criticità non finisce qui. La direttrice del distretto, Annamaria Ferraresi, viene accusata di inaugurare nuovi servizi senza il personale necessario, “pensati per piacere alla politica”. Il risultato? A dicembre sono previsti 64 turni completamente scoperti. E tra due o tre mesi potrebbe esplodere l’emergenza sale operatorie: servirebbero 23 professionisti, ce ne sono 18, che scenderanno a 13 entro marzo per pensionamenti e mobilità. Tradotto: meno interventi, liste d’attesa ancora più lunghe. L’Ausl, accusa Ferrara, non ha assunto né formato nessuno, nonostante per rendere operativo uno strumentista servano nove mesi di affiancamento.
A peggiorare un quadro già critico, per Cisl Fp, c’è la mancanza di una direzione stabile a Carpi: “Il principale ospedale della provincia è affidato a un funzionario con doppio incarico. Una scelta insostenibile”. Infine, l’allarme sugli Osco di Carpi e Castelfranco, che dovrebbero accogliere pazienti a bassa intensità ma ricevono casi da lungodegenza complessa, totalmente fuori standard. “Il personale è stremato – attacca Ferrara – mentre si continuano ad aprire servizi come la sub-intensiva senza assunzioni straordinarie”.
Il sindacato chiude con un affondo: “La sanità modenese non può essere governata con annunci e aperture improvvisate. Servono responsabilità, programmazione reale e un confronto serio con i sindacati”.

