15 Ott 2026, Gio

Parco della Resistenza, scontro in Consiglio: “Non è incuria, ma natura”

Il Parco della Resistenza non è un giardino all’inglese e non deve esserlo. È questo il punto fermo ribadito in Consiglio comunale dall’assessora a Verde e Parchi Carla Ferrari, rispondendo alle critiche sul presunto degrado dell’area. La gestione, ha spiegato, è condivisa tra gli assessorati a Parchi, Ambiente e Lavori pubblici, con il supporto di esperti di Unimore e associazioni ambientaliste come Legambiente. L’obiettivo è favorire un’evoluzione il più possibile naturale: “È un parco campagna, non va curato come un giardino”.

A sollevare il caso è stato il consigliere Dario Franco (FdI), che ha chiesto interventi contro incuria, vandalismi e abbandono di rifiuti, oltre all’eventuale installazione di telecamere. Ferrari ha condannato gli atti vandalici ma ha escluso la videosorveglianza: in un’area così vasta servirebbero troppi impianti. Per le staccionate rotte, invece, si interverrà grazie al supporto del cosiddetto “volontariato panchine”, che si occuperà delle riparazioni con materiali forniti dal Comune.

Chiarimenti anche sul caso degli alberi piantati dai cittadini e poi rimossi per fare spazio al progetto “Bimbalbero”. Secondo l’assessora, le piante erano state concordate con i tecnici comunali e sono state temporaneamente messe in vaso e poi ripiantate nello stesso parco, così da beneficiare del nuovo impianto di irrigazione.

Altro nodo è il Circolo Parco della Resistenza, oggi in stato di abbandono: la gestione, ha detto Ferrari, potrà essere riassegnata tramite un nuovo bando.

Il dibattito si è allargato. Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha parlato di un’area di grande valore botanico, chiedendo più attenzione agli interventi vicino agli alberi e maggiore coinvolgimento di cittadini e associazioni. Giovanni Bertoldi (Lega) ha descritto una situazione di degrado diffuso, dalle staccionate alle targhe ormai illeggibili dedicate alle brigate partigiane: “Non si può più rimandare”.

Di parere diverso Gianluca Fanti (Pd), frequentatore abituale del parco, che non vede una situazione così grave e ha ricordato la filosofia originaria dell’area: un luogo che unisce memoria e paesaggio rurale, lasciando spazio alla crescita spontanea della vegetazione.

Franco, non soddisfatto della risposta, ha ribadito le criticità: erba alta, strutture danneggiate, cartelli vandalizzati e la perdita, a suo dire, dello spirito iniziale del parco.

In chiusura Ferrari ha assicurato che le proposte arrivate dal percorso partecipativo “Sei la mia città” saranno valutate in base alle risorse disponibili. E ha ribadito la linea: alcune scelte, come non sfalciare l’erba in certe zone, servono a tutelare la biodiversità. Perché il Parco della Resistenza, ha ricordato, è nato per conservare un paesaggio naturale che rischia di scomparire.

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