L’economia italiana attraversa una fase di rallentamento, condizionata dalle tensioni in Medio Oriente, dall’impatto delle politiche protezionistiche statunitensi e da un debole impulso fiscale. A pesare sul comparto della meccanica è anche il rialzo dei prezzi internazionali di alcune materie prime strategiche, in particolare metalli e minerali. È questo il quadro tracciato dall’ufficio studi di Lapam Confartigianato, che analizza l’andamento del settore a livello nazionale, regionale e provinciale, con un focus su Modena.
A livello nazionale, la ripresa dell’inflazione, alimentata dall’aumento dei costi energetici, ha determinato un nuovo ciclo di politica monetaria restrittiva, frenando gli investimenti in macchinari.
L’Emilia-Romagna si conferma la seconda regione italiana per valore delle esportazioni della meccanica, con 40,8 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi, alle spalle della Lombardia (61,7 miliardi). Tuttavia, il primo trimestre del 2026 segna una flessione dell’1,1% dell’export regionale rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il comparto dei macchinari, che rappresenta il 55,4% delle esportazioni meccaniche regionali, mantiene una sostanziale stabilità, con una crescita dello 0,4% sia nel 2025 sia nei primi tre mesi del 2026. Più marcata, invece, la frenata del settore degli autoveicoli, che vale il 25,6% dell’export meccanico emiliano-romagnolo: dopo il +1,2% registrato nel 2025, nei primi tre mesi del 2026 si registra un calo del 7%.
Il quadro è ancora più critico per la provincia di Modena. Dopo un 2025 sostanzialmente stabile (+0,4%), nel primo trimestre del 2026 l’export provinciale della meccanica è diminuito del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una performance peggiore rispetto all’intero comparto manifatturiero.
Anche il mercato del lavoro evidenzia segnali di difficoltà. Nel 2025 l’Emilia-Romagna è stata la regione a maggiore vocazione manifatturiera che ha registrato il calo più consistente degli occupati del settore (-7,2%). La situazione è particolarmente pesante nel Modenese, dove gli occupati della manifattura sono diminuiti del 24,6%, in una provincia che rappresenta una quota rilevante dell’occupazione manifatturiera regionale.
«I dati elaborati dal nostro ufficio studi delineano un quadro di indubbia complessità per il settore, che richiede la massima attenzione – commenta Davide Gruppi, presidente della categoria Meccanica di Lapam Confartigianato e della Meccanica di Confartigianato Emilia-Romagna –. La nostra è una filiera fortemente orientata all’export e le crisi internazionali stanno incidendo pesantemente sulle prospettive delle imprese. Anche le politiche monetarie stanno limitando la capacità di investire. L’incertezza che caratterizza il contesto economico rende difficile pianificare nel medio e lungo periodo e questo finisce per penalizzare l’attività imprenditoriale. Come associazione chiediamo che questi segnali non vengano sottovalutati: le piccole e medie imprese hanno bisogno di misure concrete per affrontare l’aumento dei costi operativi e continuare a investire. Non possiamo permetterci di disperdere il patrimonio di competenze e di occupazione di un settore che rappresenta la spina dorsale dell’economia del nostro territorio».

