15 Ott 2026, Gio

Giallo di Vitriola, Daniela Ruggi è morta: i resti scoperti vicino alla sua abitazione

La notizia che nessuno avrebbe voluto arriva a oltre un anno dalla scomparsa: Daniela Ruggi è morta e parte dei suoi resti si trovavano a brevissima distanza dalla casa in cui abitava, nella piccola frazione di Vitriola, nel comune di Montefiorino. Una svolta tanto dolorosa quanto clamorosa in un caso che, fin dall’inizio, aveva scosso l’Appennino modenese.

Il punto di rottura nelle indagini è il ritrovamento di un teschio all’interno di una torre diroccata in zona. Insieme sarebbero stati recuperati anche una ciocca di capelli e frammenti di indumenti intimi. Gli accertamenti genetici svolti dai Ris tra Milano e Parma hanno tolto ogni dubbio: quei resti appartengono alla 32enne scomparsa nel settembre 2024.

A fare la scoperta, il primo gennaio scorso, sono stati due escursionisti di passaggio che hanno subito avvisato le forze dell’ordine. Resta ora da chiarire un aspetto cruciale: i resti si trovavano lì da sempre oppure qualcuno potrebbe averli spostati dopo le lunghe operazioni di ricerca che avevano interessato la zona nei mesi scorsi? Su questo, come su molti altri passaggi dell’inchiesta, la Procura di Modena guidata da Luca Masini mantiene il massimo riserbo.

Daniela viveva da sola in un’abitazione di famiglia, in un contesto isolato. In paese era conosciuta come una ragazza molto riservata, che negli ultimi anni aveva accentuato la propria solitudine. La madre – così come il fratello e la sorella che risiedono altrove – ha sempre parlato di contatti frequenti con lei. A segnalare ufficialmente la sua scomparsa era stato il sindaco di Montefiorino.

Nel corso delle indagini era finito sotto i riflettori un 67enne di Palagano, Domenico Lanza, noto in zona con il soprannome di “sceriffo”. L’uomo, che conosceva Daniela, è stato l’unico indagato per sequestro di persona. Aveva attirato l’attenzione mediatica anche per aver mostrato in televisione alcuni indumenti della donna che custodiva nella propria auto. Arrestato per alcuni mesi per questioni legate alla detenzione di armi, ha recentemente riottenuto la disponibilità dei suoi beni. Secondo il suo legale, non sarebbero emersi elementi tali da sostenere un suo coinvolgimento diretto nella scomparsa, e la sua posizione sarebbe vicina all’archiviazione.

Il ritrovamento e la conferma dell’identità dei resti aprono però una fase completamente nuova. L’ipotesi su cui ora si lavora è quella di omicidio a carico di ignoti. L’eventualità di una morte accidentale appare, allo stato attuale, meno probabile, pur considerando che Daniela era abituata a muoversi a piedi nei sentieri e nei boschi della zona.

L’area della torre è stata delimitata e potrebbero essere disposti ulteriori sopralluoghi per cercare altri elementi utili. Dopo mesi di incertezze, il caso di Daniela Ruggi riparte dunque da una verità ormai accertata, ma con ancora molte domande aperte su cosa sia accaduto davvero in quei giorni di fine estate.

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