La Regione Emilia-Romagna, dopo un confronto con le altre Regioni del bacino Padano, ha deciso di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5. Come previsto dalla legge nazionale la Giunta ha predisposto un pacchetto di misure alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco, dal 1^ ottobre, dei veicoli diesel euro 5.
“Abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per mettere in campo misure compensative che garantiscano una riduzione superiore delle emissioni inquinanti ed evitare così una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione, e sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia”, affermano in un comunicato stampa il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Ambiente e alla Mobilità, Irene Priolo.
Il commento di Barcaiuolo (FdI): “Regione costretta alla retromarcia. Sconfitta misura ideologica”
A commentare la notizia per Fratelli d’Italia è il senatore e coordinatore regionale del partito Michele Barcaiuolo che in una nota afferma che la sospensione delle limitazioni alla circolazione dei diesel Euro 5 rappresenta “una buona notizia per migliaia di emiliano-romagnoli e certifica quanto Fratelli d’Italia sostiene da tempo: la tutela dell’ambiente non può essere perseguita imponendo divieti indiscriminati e scaricandone i costi su famiglie, lavoratori e imprese”.
“Dopo aver difeso a lungo un’impostazione ideologica e profondamente distante dalla realtà quotidiana delle persone, la Giunta regionale è stata costretta a cambiare strada. Meglio tardi che mai: quando prevale il buonsenso ne beneficiano tutti, anche se sarebbe stato preferibile ascoltare prima le nostre proposte anziché arrivare a pochi giorni dall’entrata in vigore delle limitazioni”». Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna”, prosegue Barcaiuolo.
“Parliamo – continua il senatore di FdI – di un provvedimento che avrebbe interessato circa 90mila proprietari di veicoli in nove province, molti dei quali utilizzano l’automobile ogni giorno per andare al lavoro e non possono certamente sostituirla dall’oggi al domani. Considerare l’acquisto di un’auto nuova come una possibilità alla portata di chiunque significa non voler conoscere le condizioni economiche di tante famiglie. La transizione ecologica può funzionare soltanto se è sostenibile anche dal punto di vista sociale ed economico e non deve trasformarsi in una corsa a ostacoli nella quale a pagare sono sempre coloro che hanno meno possibilità di adeguarsi”.
“È significativo, inoltre, che la retromarcia della Regione sia resa possibile proprio dall’intervento del Governo Meloni che, con il decreto-legge n. 73 del 2025, non ha soltanto rinviato al 2026 l’entrata in vigore delle limitazioni per i diesel Euro 5, ma ha anche previsto espressamente la possibilità per le Regioni di evitare il blocco strutturale della circolazione adottando misure compensative capaci di garantire comunque il raggiungimento degli obiettivi ambientali. È grazie a questa impostazione pragmatica che oggi l’Emilia-Romagna può finalmente abbandonare una misura ideologica che avrebbe penalizzato migliaia di cittadini e intervenire, invece, su altri fronti. È questa la differenza tra un ambientalismo ottuso fatto di divieti e una politica ambientale capace di coniugare sostenibilità, libertà di movimento e realtà economica dei cittadini. Ora sarà importante che le risorse previste vengano utilizzate efficacemente. Difendere l’ambiente non significa mettere in difficoltà chi lavora”, conclude Barcaiuolo.

