12 Mag 2026, Mar

Le ultime vicende che hanno investito la cronaca politica modenese mettono in luce ancora una volta quanto il PD abbia negli anni costruito un vero e proprio e diffuso sistema di potere nella nostra terra, confondendo gli interessi della città con i propri, molto spesso anche personali. Ad intervenire sul punto è stato il consigliere regionale e vice capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, Ferdinando Pulitanò: “Siamo fuori tempo massimo ormai, ma sarebbe bello che almeno ora, chi ha contribuito a distruggere tanti settori dell’economia modenese, facesse un mea culpa prendendosi le responsabilità che sono innegabili”.
“Noi lo denunciamo da molto tempo, ma ora abbiamo anche la conferma da parte della giustizia contabile che ha criticato l’intero sistema delle partecipate, gestite in maniera clientelare e scorretta dal punto di vista amministrativo – ha affermato Pulitanò – La commistione operata tra uomini fedeli al partito e sistema è imbarazzante: solamente in una terra in cui non c’è mai stata alternanza nell’amministrazione può accadere uno scempio simile e chi ha sferrato l’ultimo colpo, il più duro, in favore del partito e contro i modenesi è l’ex sindaco Giancarlo Muzzarelli, ora consigliere regionale”.
“La vicenda di aMo ha finalmente fatto emergere l’attitudine degli uomini del Pd, in particolare di Muzzarelli che aveva proceduto alla nomina dei vertici dell’agenzia per la mobilità pubblica – ha spiegato il consigliere regionale – Ora che questo scempio è stato portato alla luce, forse si comprenderanno meglio le altre nefandezze compiute dall’Amministrazione modenese negli ultimi anni, tutte denunciate da Fratelli d’Italia e sempre sminuite o coperta dai responsabili. Muzzarelli ha nominato Reggianini alla guida di aMo, a discapito di figure con diversa esperienza internazionale come Lorenzo Carapellese, e ed è stato per tre anni a capo del socio di maggioranza dell’agenzia”
“Ma andiamo per punti: sul caso SETA si era pronunciata la Corte dei Conti che ha confermato quanto sempre sostenuto da FDI – ha detto Pulitanò – ovvero che la società di trasporto, essendo a partecipazione interamente pubblica, deve essere pienamente assoggettata alle regole previste dal Testo Unico sulle Società Partecipate (TUSP). Una presa di posizione chiara e inequivocabile, che smonta anni di ambiguità e scaricabarile da parte delle amministrazioni di centrosinistra, invitate dal Corte dei Conti ad adeguare l’assetto gestionale e operativo. Anche in questo caso torna la figura di Muzzarelli che aveva nominato in fretta e furia Cirelli come presidente di SETA, confermandolo alla guida della Società anche a fine mandato”.
“L’amministrazione capeggiata da Muzzarelli è stata bacchettata dalla Corte dei Conti anche in quella che, di fatto, è stata una svendita di Modena Fiere ai bolognesi – ha continuato il consigliere regionale di FDI – Un settore che portava alcune delle manifestazioni più seguite d’Italia nella nostra città. Le quote del Comune sono state volutamente svalutate e venduta alla vicina Bologna che ora aggiunge al proprio cartellone delle fiere anche quelle che un tempo riempivano i capannoni di Viale Virgilio, ora vuoti per la maggior parte dell’anno e soggetti al degrado”.
“Tornando indietro di un paio d’anni, la grave responsabilità di Muzzarelli e dell’intero sistema di commistioni ed interessi del Partito democratico la evidenziamo anche lo scandalo e la svendita dell’illuminazione pubblica – ha proseguito Pulitanò – In questo caso l’Amministrazione di era ‘dimenticata’ di dover ricorrere ad una gara d’appalto per la fornitura del servizio sopra citato, continuando a deliberare l’assegnazione di questo servizio ad Hera”.
“Tutte queste vicende, che basterebbero per scandalizzare qualsiasi opinione pubblica e inchiodare ad una pesantissima responsabilità politica i principali protagonisti dell’asfissia del nostro territorio, si devono necessariamente aggiungere una fila interminabile di progetti di riqualificazione sbandierati e mai attuati, che in molti casi hanno drenato milioni e milioni di euro ma senza una prospettiva. In nessuna società civile, chi viene smascherato in questo modo, può continuare a pensare di nascondersi e giustificarsi. È un intero sistema che puzza e che sta crollando sotto i colpi anche di chi nel partito democratico è stanco di una occupazione militare dei posti di comando”, ha concluso Pulitanò.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *