2 Set 2026, Mer

Cricket e kabbadi, Carpi si prepara all’evento pakistano. Ma quanto c’è davvero di integrazione?

È in programma per il 29 e per il 30 di agosto “Lo sport per unire il mondo”, la rassegna sportiva della comunità pakistana che si svolgerà presso l’impianto di atletica leggera “Dorando Pietri” a Carpi.

Manifestazioni di questo genere ce ne sono state varie nel corso degli anni e, nel tempo, hanno beneficiato di aiuti anche da parte del Comune di Carpi.

Basti pensare che, stando a quanto riportato dalla stampa locale, nel 2024 l’evento sportivo pakistano ha beneficiato del patrocinio del Comune. In quell’anno le persone che hanno preso parte all’iniziativa erano tra le 1.500 e le 2mila.

Il programma lo si può facilmente trovare su una locandina comparsa di recente sui social: si parte il 29 agosto col torneo di cricket (amatissimo dai pakistani) per poi dare il via a quello di pallavolo. Il giorno seguente ci sarà pure una partita di kabbadi, sport di contatto nato nella regione del Panjab come allenamento bellico ricreativo.

Nella stessa locandina sono riportati gli obiettivi della manifestazione tra cui quello di “far conoscere il Pakistan” ovvero quello di “condividere la nostra cultura, le nostre tradizioni e la passione per lo sport”. Ma non solo. Tra gli scopi della rassegna c’è quello di “rafforzare il senso di appartenenza all’interno della nostra comunità e con il territorio”.

E così ci spuntano delle domande e delle curiosità. Ad esempio: vi è attesa una grande partecipazione anche del sesso femminile? Se sì, i tornei saranno misti oppure no? Ci sarà una qualsiasi forma di partecipazione del Comune di Carpi che ha come Sindaco Riccardo Righi che nella sua campagna elettorale diceva che avrebbe desiderato una Carpi “culla” del cricket? Se sì, quanto potrebbe costare ai cittadini questa collaborazione?

Per sciogliere ogni dubbio e soddisfare ogni curiosità proviamo a contattare gli organizzatori e presto arriviamo al Pak Sports Club Carpi che sulla propria pagina Facebook posta locandine in lingua urdu che pubblicizzano l’evento. L’evento viene rilanciato via Facebook anche da un nome noto in città che, infatti, figura tra gli organizzatori: Hasnain Abbas Bhatti, membro della Consulta per l’Integrazione. E allora un’altra domanda diviene centrale: com’è possibile che un evento di questo tipo possa essere organizzato da qualcuno che lotta per l’integrazione degli stranieri? Già perché questo evento, per quanto sia aperto a tutti, rischia di diventare, come possono testimoniare foto di vecchie edizioni, solo un momento di auto-ghettizzazione. Per una corretta integrazione, dovrebbero essere gli stranieri a entrare in associazioni sportive italiane e non gli italiani a partecipare ad eventi della comunità pakistana.

Non ci resta altro da fare che contattare Hasnain Abbas Bhatti che però non risponde alle nostre chiamate.

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