15 Ott 2026, Gio

Carpi. La Festa del Racconto si chiude con Mario Calabresi che si lancia per la corsa a sindaco di Milano

Carpi – È curioso il fatto che Mario Calabresi, ormai su tutti i giornali per la sua possibile candidatura a sindaco di Milano, non si fermi a scambiare due battute con i cronisti presenti ieri alla Festa del Racconto. Paura di domande scomode? Forse. D’altra parte un giornalista di primissimo livello conosce quanto possano essere insidiose le domande dei colleghi, specie quando c’è in ballo una candidatura a sindaco di una delle città più grandi d’Italia e quando il Giornale ha appena spulciato i bilanci della società Be Content che riunisce Chora e Will Media e che è stata controllata completamente da Be Water che fino allo scorso primo settembre è stata presieduta da Mario Calabresi.

Il bilancio di Be Content

Nel bilancio 2025 sono emersi numerosi punti critici. Se da un lato i ricavi sono in crescita, la redditività operativa è peggiorata. “A fronte di un fatturato che sale da 10,62 a 11,77 milioni, quindi di quasi l’11%, il risultato operativo passa da un utile di 41mila euro a una perdita di 207mila. La perdita netta aumenta invece del 62%, passando da 305mila a 494mila euro”, scriveva il quotidiano diretto da Tommaso Cerno.

E non è tutto. “Nel patrimonio netto – prosegue più avanti il Giornale – figurano perdite portate a nuovo per quasi 8 milioni: un’eredità pesante per una società che continua a chiudere l’ultima riga del bilancio in rosso”.

E, considerato anche il quadro della situazione debitoria che solleva più di una perplessità, non resta che da notare il compenso degli amministratori. “Per il consiglio di amministrazione, all’epoca presieduto da Calabresi, il bilancio 2025 contabilizza 714.400 euro”, svela il Giornale. Il che si traduce con un valore pare a circa il 6,1% del fatturato, una cifra superiore alla perdita netta dell’intero esercizio, pari a 493.900 euro.

La serata dalla Festa del Racconto

In un contesto del genere, è lecito chiedersi se Mario Calabresi abbia le competenze necessarie per gestire il bilancio di una città come Milano, qualora venisse eletto sindaco. Nelle domande poste sul palco da Gaia Manzini, ovviamente, non ce n’è nemmeno una su questo aspetto. Le domande si concentrano sulla buona comunicazione (“Si comunica qualcosa soltanto quando c’è qualcuno pronto ad ascoltarci”), ma soprattutto sulla possibile candidatura a sindaco di Milano. Proprio Manzini lo presenta come il “possibile candidato a sindaco della mia città” per poi dare spazio all’applauso del pubblico carpigiano. “Applauso molto incoraggiante, ma qualcuno di voi abita a Milano?”, commenta ironicamente Calabresi. E, per quanto Carpi disti dal capoluogo lombardo 180 chilometri, quanto a problemi di sicurezza, baby gang, viabilità e quant’altro il passo sembra molto breve.

Da un piazzale Re Astolfo gremito Calabresi si lancia nella corsa a sindaco.

“Sto facendo un percorso per candidarmi alle primarie a sindaco di Milano”, dice candidamente Calabresi sul palco. Un percorso fatto di “ascolto” e “attenzione” al fine di “mettere in discussione gli stereotipi”.

Dalla costruzione di muri che “non è garanzia di tranquillità” alle periferie “piene di energie e di possibilità” che non vanno interpretate in “modo frettoloso” passando per la critica a Salvini, Trump e Vannacci per il loro “modo di comunicare che non semina e non costruisce relazione”.

E dopo critiche al sistema scolastico odierno con un rimpianto per le classi che mescolavano la provenienza di alunni che permettevano a tutti “di mescolare pezzi di mondo che non avrebbe mai incontrato, di entrare in sintonia”, al “bisogno di luoghi di socialità” come le “case del quartiere” in cui giocare a Burraco (che noi tutti sappiamo essere una nota priorità milanese) ecco che arriva una domanda interessante: “che cos’è l’identità di una città?”. “Il modo in cui accoglie e integra una persona che viene da fuori”, risponde Calabresi che poi fa una scoperta a dir poco sensazionale e inaspettata: Milano è “troppo attrattiva e costosa” e “si è rotto il legame tra il lavoro e il poter vivere la città”. Peccato che sia amministrata da un sindaco del suo stesso colore politico.

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