Nel corso dell’audizione alla Commissione bilancio del Senato sulla manovra, il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli ha parlato del ‘bonus mamme’ stimando che coinvolgerà circa 865mila lavoratrici con reddito da lavoro non superiore a 40mila euro.
Se tutte le donne che ne possono fare richiesta accedessero al servizio, il beneficio medio annuo individuale sarebbe di quasi 660 euro (60 euro mensili moltiplicati per il numero di mesi lavorati) per un costo totale di circa 570 milioni. Chelli ha aggiunto che si tratterebbe del 3,2% del totale delle famiglie residenti e il beneficio comporterebbe una variazione sui redditi familiari pari, in media, al 2,7%.
Il bonus è da richiedere entro il 9 dicembre, oppure entro il 31 gennaio nel caso in cui le condizioni per poter accedere al bonus dovessero venire a crearsi entro il 31 dicembre dell’anno corrente.
E’ destinato alle mamme lavoratrici con due o più figli e in misura diversa a seconda del numero dei figli. Spetta infatti alle madri con due figli, fino al compimento dei 10 anni del secondo figlio, e alle madri con tre o più figli fino ai 18 anni del figlio più piccolo (escluse le titolari di contratti a tempo indeterminato).
Il bonus, a seconda della data di presentazione della domanda, sarà erogato nel mese di dicembre 2025, o entro il mese di febbraio 2026 per le domande tardive. Il bonus è riconosciuto alle lavoratrici dipendenti (pubbliche e private, escluso il lavoro domestico) e autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali e la Gestione Separata che non superino i 40mila euro di reddito annuo. Le domande devono essere presentate online nel servizio dedicato sul sito dell’Inps.

