15 Ott 2026, Gio

Autostazione, più controlli e progetti sociali: il Consiglio fa il punto sulla sicurezza

Più pattuglie, controlli mirati e progetti educativi per contrastare insicurezza e violenza nell’area dell’autostazione. È il quadro tracciato dall’assessora alla Sicurezza urbana Alessandra Camporota, rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione sulla situazione dell’area presentata dalla consigliera Katia Parisi.

Dal mese di settembre, con l’avvio dello School tutoring, sono stati rafforzati i presidi antibullismo della Polizia locale, soprattutto negli orari di entrata e uscita dalle scuole. Ai servizi in divisa si affiancano educatori di strada, volontari, pattuglie in borghese e unità cinofile. Da gennaio, inoltre, quattro nuove pattuglie – fornite da un’agenzia specializzata – operano stabilmente in altrettanti istituti scolastici, compreso il polo Barozzi–Autostazione.

Sugli episodi di violenza avvenuti davanti alle scuole, l’assessora ha sottolineato la tempestività degli interventi: nella maggior parte dei casi i responsabili sono stati identificati grazie all’azione coordinata delle forze dell’ordine.

Zone rosse e controlli

La strategia messa in campo si muove su più livelli: repressione dei reati, coordinamento con il mondo scolastico e sostegno al disagio giovanile. In questo quadro si inseriscono anche le zone rosse, attive dal 5 novembre: oltre 4.100 persone identificate, 70 allontanamenti, 9 arresti e 64 denunce. Un’azione definita necessaria, ma che ha acceso il dibattito politico sulla sua efficacia strutturale.

Videosorveglianza: “impianto già adeguato”

Sul fronte delle telecamere, Camporota ha spiegato che le decisioni competono al Tavolo interforze. Al momento non è previsto un potenziamento nell’area dell’autostazione, già coperta da un sistema articolato di telecamere interne ed esterne, integrato da quelle del Novi Sad e della zona Stadio.

Riqualificazione e progetti sociali

Prosegue intanto il progetto Fermata Molza e, dal 3 novembre, è ripartita anche l’esperienza della Tenda: uno spazio gratuito per studenti e studentesse che attendono l’autobus o cercano un luogo di incontro sicuro dopo la scuola. Negli ultimi mesi sono stati migliorati illuminazione, arredi, pavimentazioni e servizi igienici, oltre a interventi di manutenzione e valorizzazione urbana. In primavera è stato inoltre restaurato un tratto del muro di viale Molza che ospita un Cippo della Memoria.

Il dibattito in aula

L’interrogazione è stata trasformata in interpellanza, aprendo un confronto tra i gruppi consiliari. Da più parti è emersa la necessità di affiancare alla repressione un lavoro sulle cause sociali del disagio, soprattutto giovanile. Alcuni consiglieri hanno chiesto politiche di livello sovracomunale per luoghi complessi come autostazioni e stazioni ferroviarie; altri hanno espresso dubbi sull’efficacia di progetti come la Tenda, ritenuti insufficienti senza un contrasto più deciso ai fenomeni criminali.

In replica, Parisi ha ribadito che le zone rosse restano misure straordinarie e temporanee e che serve una strategia stabile di sicurezza urbana: l’autostazione, ha detto, deve tornare a essere un luogo di transito sereno e non percepito come insicuro.

“Serve un impegno condiviso”

Chiudendo il dibattito, Camporota ha richiamato il Patto Modena Città Sicura e il mantenimento del posto integrato di Polizia, ribadendo che la sicurezza non può essere ridotta a uno scontro politico. Accanto ai controlli, ha concluso, restano centrali i progetti di antibullismo, gli school tutor e l’educativa di strada, in dialogo costante con le scuole, per intercettare il disagio prima che diventi devianza.

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