Quattro anni di Governo Meloni, tra risultati raggiunti a livello nazionale, investimenti sul territorio modenese e nuove sfide da affrontare in Europa. Fratelli d’Italia ha tracciato un bilancio dell’azione dell’esecutivo nel corso di un incontro a Modena che ha visto gli interventi del coordinatore regionale del partito, il senatore Michele Barcaiuolo, del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, della deputata Daniela Dondi e dell’europarlamentare Stefano Cavedagna. Al centro degli interventi la stabilità politica, l’occupazione, la sicurezza, la giustizia e la tutela delle principali filiere produttive del territorio.
Ad aprire l’incontro è stato Michele Barcaiuolo, che ha sottolineato l’importanza di raccontare i risultati ottenuti dall’esecutivo attraverso dati e numeri che, a suo giudizio, trovano troppo poco spazio nel dibattito pubblico.
“Ci sono numeri importanti sull’occupazione, sui contratti sbloccati e rinnovati come mai era stato fatto in passato, sullo spread che secondo qualcuno avrebbe dovuto rappresentare un incubo con un Governo di centrodestra e che invece è sceso a livelli particolarmente bassi. Ci sono poi gli investimenti su scuola e sanità, sui quali l’opposizione continua a raccontare troppe falsità, e i risultati sul contrasto all’immigrazione clandestina, sia attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere sia con il Piano Mattei, che punta a superare le politiche predatorie adottate in passato nei confronti dell’immigrazione”.
Barcaiuolo si è poi soffermato sulle ricadute dell’azione del Governo nel Modenese, rivendicando in particolare gli interventi sulla sicurezza e sulle infrastrutture.
“Il Governo ha fatto tanto anche per Modena. Delle oltre tremila unità delle forze di polizia assunte, più di cento sono arrivate sul nostro territorio, tra cui oltre quaranta carabinieri. Sono stati realizzati investimenti importanti sulle infrastrutture e destinati fondi a diversi interventi locali. A questo si aggiungono tutte quelle opere che alcuni sindaci inaugurano grazie alle risorse del PNRR. È vero che abbiamo ereditato il Piano, ma è altrettanto vero che questo Governo, prima con il ministro Fitto e poi con il ministro Foti, lo ha concretamente attuato. L’Italia è in linea con il ricevimento delle rate europee perché sta rispettando gli impegni e i parametri previsti. Ogni volta che viene inaugurato un asilo o una struttura finanziata dal PNRR bisognerebbe ricordare che è anche grazie all’azione di questo Governo che quelle risorse possono tradursi in opere concrete”.
Galeazzo Bignami ha invece scelto di concentrare il proprio intervento su quello che considera il risultato politicamente più importante dei quattro anni di Governo: la stabilità e il ritorno della politica a un ruolo centrale nelle decisioni.
“Vorrei soffermarmi su un aspetto che non compare nell’opuscolo dedicato ai risultati del Governo, ma che probabilmente è la cosa più importante che siamo riusciti a fare. Dopo dodici anni caratterizzati da governi tecnici o comunque da esecutivi non direttamente espressione del risultato elettorale, ma frutto di accordi parlamentari, abbiamo un Governo che sta attraversando l’intera legislatura. Questo significa che non ci sono più alibi per le burocrazie, per le tecnocrazie e nemmeno per la politica. Il decisore politico è tornato a essere il decisore effettivo”.
Secondo Bignami, proprio la continuità dell’esecutivo ha consentito di modificare il rapporto tra politica e apparati amministrativi, imprimendo una direzione precisa all’azione di Governo.
“Per anni si era consolidata l’idea che fossero i tecnici a dover scegliere e decidere. Ritrovarsi davanti a una politica che esercita pienamente il proprio ruolo ha rappresentato un cambiamento di mentalità significativo. È un risultato che non si vede, ma che informa e plasma tutta l’azione del Governo, nei ministeri, nelle Camere e negli apparati amministrativi. È l’architrave più importante di quello che siamo riusciti a realizzare”.
Una stabilità che, secondo il capogruppo alla Camera, ha avuto conseguenze anche sul peso dell’Italia nelle trattative europee.
“Avere mantenuto per quattro anni posizioni coerenti e ferme su temi come l’immigrazione, l’automotive e il Green Deal ha permesso all’Italia di far valere progressivamente le proprie ragioni. Penso alla revisione delle politiche europee in materia di migrazione e asilo e agli effetti concreti del Green Deal. La continuità è fondamentale anche per compiere un ulteriore salto di qualità nell’azione del Governo”.
Sul fronte della giustizia è intervenuta la deputata Daniela Dondi, che ha richiamato i risultati ottenuti nell’ambito degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Vorrei ricordare un aspetto particolarmente importante, quello dei risultati raggiunti nella giustizia. Dal 2022 a giugno 2026 siamo riusciti a conseguire gli obiettivi previsti dal PNRR sullo smaltimento dell’arretrato e sulla riduzione dei tempi dei procedimenti, con una diminuzione del 50 per cento per i processi civili e del 30 per cento per quelli penali. Si tratta di un risultato significativo, che dimostra il lavoro svolto in questi anni per rendere il sistema giudiziario più efficiente”.
A chiudere l’incontro è stato Stefano Cavedagna, che ha concentrato il proprio intervento sulle battaglie portate avanti a Bruxelles per difendere due settori strategici dell’economia modenese: la ceramica e l’automotive.
“Stiamo lavorando molto per il territorio modenese, a partire dal sistema ETS, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione, che rischia di mettere in ginocchio il distretto ceramico. Dobbiamo abbattere questi costi ambientali, altrimenti il settore rischia di chiudere. La ceramica è un prodotto facilmente sostituibile agli occhi del consumatore internazionale: noi conosciamo la qualità e il valore delle nostre produzioni, ma non è detto che il resto del mondo faccia le stesse valutazioni. Per questo dobbiamo mantenere alta l’attenzione. Siamo riusciti a ottenere una revisione parziale del sistema ETS e dei relativi parametri, che rappresenta un passo nella direzione giusta”.
L’europarlamentare ha poi affrontato il tema del futuro dell’industria automobilistica, ribadendo la contrarietà di Fratelli d’Italia alle imposizioni europee sulla transizione verso l’elettrico.
“Non accetteremo compromessi al ribasso che non prevedano di cancellare il regolamento europeo sulle auto elettriche, perché rappresenta un rischio enorme per il nostro settore. Abbiamo lavorato affinché, accanto all’elettrico, possano continuare a essere utilizzati anche carburanti alternativi. Per noi il motore endotermico deve continuare a vivere. Deve essere il mercato a decidere: se un cittadino vuole comprare un’auto elettrica deve poterlo fare, ma se preferisce un motore tradizionale o alimentato con biocarburanti deve avere la stessa libertà”.
“Non può essere qualcuno chiuso in un palazzo della Commissione europea a decidere senza conoscere la storia, le potenzialità e le esigenze dei nostri territori”, ha concluso Cavedagna. “Se riusciremo a portare a casa risultati concreti su ceramica e automotive avremo fatto un grande favore al sistema produttivo modenese. È su queste battaglie che Fratelli d’Italia e il Governo Meloni stanno facendo valere la propria voce anche in Europa”.

