28 Ott 2026, Mer

Nuovo Policlinico a Baggiovara, Negrini e Rossini (FdI): “Si rischia lo svuotamento dell’ospedale cittadino. Mezzetti chiarisca il futuro della sanità modenese”

Il futuro del Policlinico di Modena torna al centro del dibattito politico cittadino. A riaccendere il confronto è stata la risposta del sindaco Massimo Mezzetti a un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sull’ipotesi di realizzare un nuovo polo ospedaliero ad alta complessità a Baggiovara, trasferendovi parte delle attività attualmente svolte nella struttura di via del Pozzo. Una prospettiva che, secondo Luca Negrini ed Elisa Rossini, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo di FdI in Consiglio comunale, rischia di tradursi in un progressivo depotenziamento del Policlinico.

Nel corso della sua risposta, Mezzetti ha precisato che non esiste alcun progetto esecutivo approvato né una decisione definitiva sulla futura distribuzione delle funzioni ospedaliere. Quella illustrata nell’intervista alla Gazzetta di Modena del 14 ottobre sarebbe, secondo il sindaco, una visione strategica ancora da approfondire e discutere con Regione, Aziende sanitarie, Università, professionisti e cittadini. L’ipotesi prevede la realizzazione a Baggiovara di un polo dedicato all’alta complessità, per un investimento stimato in circa 550 milioni di euro, mantenendo in via del Pozzo un ospedale orientato prevalentemente alla bassa e media complessità.

Mezzetti ha inoltre assicurato che il Policlinico non chiuderà e che resterà operativo anche il Pronto Soccorso, insieme al polo materno-infantile e a numerosi altri servizi, tra cui medicina interna, geriatria, chirurgia programmata, diagnostica, attività oncologiche compatibili con il livello assistenziale e riabilitazione. Il primo cittadino ha ribadito che l’obiettivo è costruire due sedi ospedaliere complementari, sottolineando che l’eventuale operazione dovrà essere finanziata attraverso risorse aggiuntive, senza sottrarre fondi agli altri presidi sanitari della provincia.

Le rassicurazioni del sindaco, tuttavia, non convincono Fratelli d’Italia, che vede nella prospettiva delineata il rischio concreto di uno svuotamento delle funzioni strategiche dell’ospedale cittadino.

“Il progetto che si sta delineando conferma tutte le nostre preoccupazioni. Trasformare il Policlinico in un polo di media e bassa complessità, trasferendo le attività di alta specializzazione a Baggiovara, significa avviare un progressivo svuotamento dell’ospedale cittadino. Si può continuare a parlare di riorganizzazione e miglioramento dei servizi, ma la sostanza politica di questa scelta non cambia: si sta andando verso una dismissione di fatto del Policlinico di Modena e per noi questo è inaccettabile”, dichiarano Negrini e Rossini.

Secondo i due consiglieri, uno degli aspetti più critici riguarda proprio la separazione tra il Pronto Soccorso, il polo materno-infantile e i reparti di alta specializzazione, che potrebbe compromettere l’efficienza dell’assistenza e la gestione delle emergenze.

“È pura fantasia pensare che un Pronto Soccorso e un reparto materno-infantile possano continuare a operare con le medesime garanzie di sicurezza ed efficienza senza la necessaria vicinanza dei reparti di alta specializzazione. La medicina non funziona per compartimenti stagni: ogni emergenza e ogni complicazione possono richiedere il supporto immediato di altre discipline specialistiche. Pensare di separare queste funzioni senza conseguenze significa sottovalutare la complessità del sistema ospedaliero”.

Il sindaco ha motivato la necessità di valutare nuove soluzioni anche alla luce delle condizioni strutturali del Policlinico, la cui ristrutturazione è stata stimata in circa 320 milioni di euro, senza che questo garantisca, secondo quanto riferito, il raggiungimento degli standard più elevati di efficienza energetica. Mezzetti ha inoltre richiamato il lavoro avviato nell’ambito della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, con 35 gruppi impegnati nella revisione dell’organizzazione sanitaria provinciale e nella definizione di un nuovo Piano attuativo locale, considerato che quello attuale risale al periodo 2011-2013.

Per Negrini e Rossini, però, la necessità di ammodernare il Policlinico non può giustificare il trasferimento delle sue attività più importanti, né tantomeno il rischio di rallentare gli investimenti sulla struttura esistente nell’attesa di un nuovo ospedale.

“Nessuno nega che il Policlinico abbia bisogno di una profonda ristrutturazione. Anzi, siamo i primi a sostenerne la necessità. Ma ristrutturare non significa svuotare, così come ammodernare non può diventare il pretesto per trasferire altrove le sue funzioni strategiche. Il rischio è quello di interrompere o ridimensionare gli investimenti necessari alla sua riqualificazione, nell’attesa di una soluzione alternativa che potrebbe richiedere anche quindici anni”.

Fratelli d’Italia propone quindi una soluzione alternativa, basata sulla ricostruzione progressiva del Policlinico attraverso interventi programmati sui diversi edifici, mantenendo la centralità sanitaria della struttura di via del Pozzo. Durante i lavori, secondo i consiglieri, alcuni reparti potrebbero essere temporaneamente trasferiti in una nuova struttura da realizzare nell’area dell’ex Aeronautica, in strada Minutara, nelle immediate vicinanze dell’ospedale. Una soluzione che consentirebbe di garantire la continuità delle attività e di realizzare spazi destinati a rimanere successivamente a disposizione del Policlinico.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il rapporto tra l’ospedale e l’Università di Modena e Reggio Emilia. Secondo Negrini e Rossini, il trasferimento delle attività di alta specializzazione potrebbe indebolire il ruolo del Policlinico come centro di formazione, ricerca e innovazione, con il rischio di favorire uno spostamento delle attività universitarie verso Bologna.

“Il Policlinico rappresenta un patrimonio sanitario, scientifico e universitario che non può essere sacrificato sull’altare di una riorganizzazione concepita esclusivamente in termini di strutture e trasferimenti. Le sue eccellenze sono strettamente legate alla presenza dell’Università e alle attività di ricerca e formazione. Indebolire questo legame significherebbe impoverire non soltanto la sanità modenese, ma il ruolo stesso della città come centro di eccellenza medica e scientifica”.

I consiglieri contestano inoltre un’impostazione che, a loro giudizio, rischia di riproporre le criticità già emerse nel rapporto tra Policlinico e ospedale di Baggiovara, senza aver prima completato una reale integrazione tra le due strutture. Richiamano anche le conseguenze delle precedenti riorganizzazioni sanitarie nei territori della provincia, dove, secondo Fratelli d’Italia, il ridimensionamento di alcuni presidi ha comportato una riduzione dei servizi e maggiori difficoltà di accesso alle cure.

Mezzetti, da parte sua, ha assicurato che l’intero percorso sarà accompagnato da un confronto pubblico e istituzionale, ribadendo che nessuna decisione è stata ancora assunta. Ha inoltre sottolineato che l’eventuale realizzazione del nuovo polo dovrà tenere conto anche dei problemi di viabilità e accessibilità di Baggiovara e che il processo sarà fermato qualora dovesse comportare una sottrazione di risorse agli altri ospedali del territorio.

Per Negrini e Rossini, tuttavia, le rassicurazioni non bastano e occorrono risposte precise sulle funzioni che rimarranno in via del Pozzo, sui reparti eventualmente destinati al trasferimento e sulle risorse che saranno effettivamente investite nella struttura esistente.

“Il Policlinico deve continuare a essere un ospedale strategico, moderno, universitario e di alta specializzazione, nel cuore della città. Non una struttura residuale destinata ad accogliere soltanto ciò che rimarrà dopo lo spostamento delle attività più complesse. Il sindaco Mezzetti e la Regione chiariscano definitivamente quale futuro intendano riservare al Policlinico, quali reparti saranno mantenuti, quali trasferiti e soprattutto quali investimenti saranno garantiti. Modena non ha bisogno di una dismissione mascherata da riorganizzazione, ma di un Policlinico riqualificato, ammodernato e rafforzato. Su questo non siamo disposti ad accettare ambiguità”, concludono Negrini e Rossini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *