Carpi (MO) – Ha preso il via oggi la manifestazione sportiva pakistana organizzata dal Pak Sports Club delle Terre d’Argine.
Io c’ero ed ero l’unico di origine italiana. C’ero per documentare con telecamera e microfono l’avvio della rassegna sportiva all’insegna dell’unione.
Un evento lungo due giorni aperto a tutti: uomini e donne di ogni nazionalità.
E le donne, inizialmente separate dagli uomini, c’erano. Almeno la mattina, nel momento dell’evento inaugurale. Al pomeriggio non le ho viste. E così “Lo sport per unire il mondo” ha unito solo i pakistani.
L’atmosfera, però, al netto di qualche momento di tensione tra i partecipanti, è stata amichevole e all’insegna dell’amicizia tra i membri della comunità che si è dimostrata, c’è da dirlo, molto disponibile nei miei confronti. C’era, poi, anche molta speranza di vedere più donne pakistane prendere parte ai giochi, insieme agli uomini pakistani e a tutti gli italiani.
C’è anche un altro punto. Parlando col presidente dell’associazione, Irfan Hayat, emerge come siano gli stessi pakistani a non sopportare più i loro connazionali che delinquono nelle nostre città. Come potergli dare torto, verrebbe da dire…
In fin dei conti, lo sport è anche questo: legalità. E, chissà, magari tra qualche anno sarà veramente capace di abbattere pure le differenze di genere.

