Non solo boschi e zone di montagna: durante l’estate le zecche possono essere presenti anche in pianura, nei parchi, nei prati e nelle aree verdi cittadine, soprattutto dove trovano erba alta, ombra e condizioni calde e umide. Nei mesi in cui si trascorre più tempo all’aperto è quindi importante prestare attenzione, adottando alcune precauzioni per ridurre il rischio di punture e sapendo come comportarsi nel caso in cui una zecca si attacchi alla pelle.
La zecca si nutre inserendo il rostro nella pelle dell’ospite e succhiandone il sangue. La puntura può trasmettere alcune patologie, tra cui la malattia di Lyme e la meningoencefalite da zecca, conosciuta come TBE. Quest’ultima, tipica soprattutto delle Alpi orientali, è estremamente rara in Emilia-Romagna. La malattia di Lyme è invece provocata da un batterio del genere Borrelia e può manifestarsi in diverse fasi.
Uno dei primi segnali, che può comparire circa una settimana dopo la puntura o anche più tardi, è un arrossamento circolare e generalmente non doloroso intorno al punto interessato. L’eritema tende ad allargarsi o a spostarsi, conservando il caratteristico aspetto ad anello. In una fase successiva possono comparire dolori e gonfiori a muscoli e articolazioni, mentre nei casi più avanzati possono essere coinvolti il sistema nervoso e organi interni come il cuore, con sintomi che possono comprendere anche febbre e mal di testa. Se non trattata correttamente, l’infezione può diventare cronica.
In provincia di Modena, secondo i dati del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL, nel 2025 sono stati registrati cinque casi di malattia di Lyme, mentre nei primi sei mesi del 2026 i casi sono stati due. Nessuna delle persone colpite ha avuto necessità di ricovero e non sono stati segnalati casi gravi.
La prevenzione resta quindi lo strumento principale. Il Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Modena consiglia, quando si frequentano boschi, parchi o altre aree naturali, di evitare per quanto possibile l’erba alta e di preferire i sentieri, evitando anche di sedersi direttamente sull’erba. È inoltre utile mantenere regolarmente sfalciati i cortili di abitazioni e scuole. Negli ambienti considerati più a rischio è preferibile indossare maglie e pantaloni lunghi, scarpe chiuse e calzini alti, possibilmente bianchi o comunque chiari, così da individuare più facilmente eventuali parassiti. Sulla pelle possono essere utilizzati anche repellenti specifici contro le zecche.
Una volta rientrati a casa è consigliabile controllare accuratamente tutto il corpo, dalla testa ai piedi, perché soprattutto gli esemplari più piccoli possono essere difficili da individuare e assomigliare a piccoli nei. Anche gli indumenti meritano attenzione e, dopo un’uscita in zone a rischio, è indicato lavarli a una temperatura superiore ai 30 gradi. Le dimensioni delle zecche, infatti, cambiano a seconda dello stadio di sviluppo: le ninfe possono essere grandi quanto la capocchia di uno spillo, mentre gli esemplari adulti raggiungono alcuni millimetri e diventano particolarmente visibili dopo essersi nutriti di sangue.
Se si trova una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla il prima possibile utilizzando le apposite pinze disponibili in farmacia. Va afferrata nel punto più vicino possibile alla pelle ed estratta senza applicare alcol, oli, creme o spray. Dopo la rimozione è necessario disinfettare la zona. Se una parte del rostro dovesse rimanere nella cute, può essere rimossa con una pinzetta o un ago opportunamente disinfettato.
La rapidità dell’intervento è importante: l’indicazione è quella di individuare e togliere la zecca preferibilmente nella stessa giornata. Se possibile, l’esemplare può essere conservato in un contenitore chiuso e consegnato al Servizio Veterinario dell’Azienda USL per eventuali analisi successive.
Dopo la puntura è infine opportuno tenere sotto controllo la zona interessata per i successivi 30-40 giorni, prestando attenzione in particolare alla comparsa del caratteristico eritema circolare. In presenza di arrossamenti, febbre o dolori articolari è consigliato rivolgersi tempestivamente al proprio medico.

