Modena – Si sa, se c’è una cosa che la nostra città può vantare è l’incessante passaggio tra le sue vie di grandi personaggi della storia, con la straordinaria eredità del loro lascito.
A ricordarcelo sono le nuove incredibili acquisizioni appena depositate presso la Biblioteca Poletti e l’Archivio Storico di Modena. Si tratta di cronache manoscritte e rare riviste di eccezionale valore culturale, che costituiscono un grande accrescimento dell’attrattività storica e artistica del nostro patrimonio. L’acquisizione, resa possibile da un contributo nell’ambito del Piano Bibliotecario 2025 della Regione Emilia-Romagna, ha infatti acceso uno spiccato interesse documentaristico, aprendo la strada a nuove opportunità di studio, ricerca e interesse di alto livello.
Ma di che cosa si tratta? Tra i materiali acquisiti dalla Biblioteca Poletti emerge una collezione estremamente rara: la raccolta completa della rivista olandese di architettura e arti Wendingen, uscita tra il 1918 e il 1931. Il titolo della rivista significa “svolte”, “cambiamenti” ed è per aver colto quella necessità di dinamiche spigolose e repentine, figlie contemporanee delle tendenze futuriste, che la Wendingen rappresenta uno dei periodici più illustri dello scenario internazionale tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, una vera colonna portante per lo studio delle avanguardie storiche della prima metà del Novecento. Infatti, si apprezzano una grafica e uno stile raffinatissimi sfogliando i numeri del periodico, la cui cura editoriale ne ha fatto un vero e proprio cult per collezionisti e per il panorama intellettuale moderno. Il tutto è accompagnato da una stupenda cronaca manoscritta di sette volumi che è destinata all’Archivio Storico.
Fanno poi parte della collezione i sette numeri speciali del 1925-1926, interamente dedicati al celeberrimo architetto Frank Lloyd Wright (per intenderci: quello della casa più famosa al mondo, la Casa sulla cascata) nominati “The Life–Work Of The American Architect Frank Lloyd Wright”. Furono pubblicati in lingua inglese e la direzione fu coadiuvata dallo stesso Wright, che la curò con la guida di Hendricus Theodorus Wijdeveld, direttore della rivista, autore anche della copertina e della preziosa introduzione. Questi fascicoli furono tanto apprezzati da essere riuniti in un unico volume voluto e pubblicato nel 1926 dall’editore del periodico, Mees: ancora oggi il libro costituisce uno dei più importanti tributi al genio di Lloyd Wright.
Ecco invece cosa è destinato all’Archivio Storico del Comune. Protagonista è la Cronaca di Gherardo Morano, un monumentale manoscritto di sette volumi concepito dall’autore come un diario ad uso privato ma che copre un periodo storico di importanza cruciale per la storia della città e del Paese. La Cronaca tratta infatti il periodo dal 1837 al 1862, con un’entusiasmante incipit con le condanne dei rivoluzionari dei moti del 1831 e una fine ricca d’orgoglio: la capitolazione del Ducato austro-estense e l’Unità d’Italia. Ogni volume propone una prefazione cui segue spesso un dettagliato quadro meteorologico e della situazione di politica interna nonché internazionale. Insomma, cercando di cogliere lo spirito generale della Modena risorgimentale, con chiara ispirazione alla guida e al metodo di Montesquieu, l’autore fornisce una panoramica analitica della situazione anche finanziaria, amministrativa e della vita cittadina, elementi per i quali riserba giudizi personali dai quali emerge un sentimento di moderato liberalismo. D’altronde l’autore non si firma mai in calce agli scritti, i quali però sono ricchi di elementi che conducono la certezza degli studiosi ad identificare la penna con quella del marchese Gherardo Morano, proprio riconducibile alla compagine liberale della città.
Infine destano grande interesse gli allegati in chiusura di ogni sezione del manoscritto, tra i quali rientrano documenti di straordinario valore ed estrema rarità: tre lettere autografe del generale Lafayette,i cappelletti zamponi di Giuseppe Bellentani e un foglio celebrativo dedicato al compositore Gioacchino Rossini, cui si aggiungono opuscoli e stampe ben rappresentative dell’epoca.
Per ultimo, ma non per importanza, la nuova acquisizione si completa con una lettera autografa di Maria Beatrice d’Este, Mary of Modena (Regina d’Inghilterra consorte di Giacomo II Stuart dal 1685 al 1688, ndr), di cui l’Archivio ha acquisito nel 2024 un nucleo di carte relative alla sua fuga dall’Inghilterra. Alla lettera, indirizzata a Giovanna Eleonora d’Este, si sommano i privilegi concessi da Cesare d’Este allo stampatore Bartolomeo Soliani nel 1646 e un fascicolo di appunti su Cesare Carretti, di fine XIX secolo.
Insomma, sono documenti che rilevano ancora una volta il valore che Modena conserva in merito all’Unità d’Italia e allo Stato postunitario. Un valore aggiunto per una città che ha visto alternarsi grandi poeti come Ariosto, giuristi fondamentali come L.A. Muratori ed eroi risorgimentali della Patria. La documentazione è ora sotto revisione e sistemazione da parte dei periti, per poi passare alla libera fruizione di noi cittadini, workshop ed attività espositive. Questo ci dà un motivo in più per frequentare l’Archivio e la Biblioteca Poletti. Negli archivi i nostri antenati ci parlano direttamente, con la loro penna e i loro racconti, come fossimo loro figli. In un certo senso lo siamo, come eredi della loro memoria. Si tratta di personalità e storie importanti per noi Modenesi e noi Italiani, per le quali non possiamo fare altro che abbracciare il dialogo con la storia e nel parlare con i nostri antenati provare un grande orgoglio.

